Case Gialle al buio da tre anni. Burrascano scrive al Prefetto

case gialle bordonaroCon una delibera di tre anni fa, l’amministrazione comunale ha disdetto le utenze per gli impianti di pubblica illuminazione del rione S.Annibale, all’altezza dei complessi “Case Gialle” e “Gaetano Alessi”. Secondo Palazzo Zanca, infatti, le vie a servizio della zona non sono pubbliche, ma rientrerebbero nella tipologia di strade interne degli stessi complessi residenziali. Una manovra che ha permesso al Comune di risparmiare, lasciando però nell’oscurità centinaia di famiglie in una zona già teatro di episodi di violenza e criminalità organizzata.

All’origine, vi è poi un contenzioso con l’Istituto Autonomo Case Popolari che realizzato le palazzine negli anni ’80 provvedendo alle opere di urbanizzazione che sarebbero dovute ritornare di proprietà del Comune, cosa mai avvenuta. Negli anni scorsi l’Iacp ha chiesto di riappropriarsi delle aree, coprendo le eventuali spese. Lo scorso luglio le due parti si sono incontrate e il Comune, come assicurato dall’assessore Sergio De Cola, si è detto pronto a risolvere ogni problema.

Sulla vicenda, dopo continue lamentele di cittadini ed esponenti politici, torna il consigliere comunale Angelo Burrascano con un’interrogazione inviata al Prefetto e all’amministrazione comunale in cui critica la scelta operata dalla Giunta. “Via Beppe Alfano e viale Gazzi a ridosso del complesso ‘Gaetano Alessi’ – precisa Burrascano – sono soggetti ad un continuo uso pubblico, poiché non essendo strade cieche il transito non è vietato da cartelli o sbarre, vi sono i numeri civici, vi è la rete fognaria, il passaggio è esercitato da una collettività di persone qualificate dall’appartenenza ad una comunità territoriale, tenendo presente la concreta idoneità della strada a soddisfare esigenze di interesse generale, tutti elementi che rappresentano un titolo valido ad affermare il diritto di uso pubblico di tale strada così come ha sancito il Consiglio di Stato nel 2003”.

Il capogruppo del Megafono, dunque, prova a ipotizzare una soluzione. “Si potrebbe anche rimodulare il servizio  con i pali dell’illuminazione accesi in alternanza o utilizzando le lampade a basso consumo così da eliminare lo spreco eccessivo di energia elettrica, ma solo dopo un’attenta valutazione dei rischi e dopo la scelta delle opportune misure di sicurezza da adottare”.

Intanto, Burrascano chiede i motivi che hanno indotto l’amministrazione comunale ad interrompere il servizio e se è possibile fare un passo indietro riattivando la luce nel popoloso rione. Il consigliere comunale accende poi i riflettori sulla gestione dell’illuminazione pubblica cittadina. “Qual è la ditta o le ditte incaricate alla gestione e manutenzione della pubblica illuminazione e con quali provvedimenti sono stati dati gli incarichi e le procedure di gara e gli  affidamenti con le relative bolle di lavoro e fatture pagate alla stessa o alle stesse negli ultimi tre anni’?

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