Bilancio Caronte&Tourist. Da quel primo biglietto da 52000 lire ai 440 mln di incidenza sull’economia

nave_marina_scillaNumeri importanti, quelli illustrati ieri dal gruppo Caronte&Tourist, in occasione della presentazione del bilancio sociale della società che da 50 anni svolge il servizio di traghettamento sullo Stretto.
Numeri che segnano l’incidenza in termini di occupazione del gruppo Franza- Matacena: 530 posti di lavoro fra i Comuni di Messina e Villa San Giovanni che, sommando l’indotto locale, contribuiscono complessivamente sul territorio con 1.802 posti di lavoro a tempo pieno, pari all’1,5% dell’occupazione totale dell’area. E il 94,4% dei contratti del personale dipendente residente nelle due province dello Stretto è a tempo indeterminato.
Ed ancora numeri che riguardano il servizio viaggiatori: ogni anno 1,7 milioni di passaggi pendolari nell’Area metropolitana.
Il gruppo ha prodotto nel 2014 un valore aggiunto globale lordo pari a 62,2 milioni di euro, 29,2 sono stati di stipendi dipendenti; 15,9 di Ecopass, sono andati alle casse comunali di Messina.
I fornitori di tutta Italia, invece, sono costati 69,7 milioni alla Caronte&Tourist, la cui attività- secondo uno studio redatto – incide sull’economia dello Stretto per quasi 130 milioni di euro, e complessivamente per 440 milioni.
Erano molte le presenze alla sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele, del resto il cinquantenario di attività di un’azienda florida, che offre un servizio efficiente e da’ lavoro in un territorio che ha fame dell’uno e dell’altro, meritava certamente un parterre d’eccellenza.

Il mezzo secolo di trasporti sullo Stretto di una compagnia privata è stato ‘provato’ da quel primo biglietto staccato a un autotreno: solo 52.000 lire per attraversare 3 km di mare che al tempo erano di esclusiva competenza FS.

Quelle lettere incise, FS, Ferrovie dello Stato, non erano più le sole a campeggiare sui fumaioli delle navi che facevano spola tra Sicilia e Calabria. Adesso c’erano, anche, C&T.

E adesso, 50 anni dopo, il risultato di quella sfida al colosso dello Stato è stato mostrato con numeri ‘schiaccianti’: 6 milioni di passaggi annui coprono complessivamente il 78% del traffico passeggeri, il 94% del traffico di autovetture e il 66% di traffico pesante.

Ma chi c’era ieri alla Sala Sinopoli del Vittorio Emanuele? C’era la Calabria, con il presidente della Provincia e il rettore di Reggio Calabria, il sindaco di Villa San Giovannie. C’era la Sicilia, Messina, con il rettore Pietro Navarra, il sindaco Accorinti, il presidente dell’autorità Portuale, Nino De Simone, Emilia Barrile, presidente del consiglio comunale.

 
“La sfida armatoriale della Caronte s.p.a. e della Tourist Ferry Boat s.p.a. inizia il 19 giugno 1965, giorno in cui la nave Marina di Scilla, della società Caronte, effettua il viaggio inaugurale sullo Stretto di Messina, collegando, in alternativa alle Ferrovie dello Stato, i porti di Messina e Reggio Calabria.  Nel 1968 la Tourist Ferry Boat inaugura la nuova tratta Messina-Villa San Giovanni”.

 

( nella foto la nave “Marina di Scilla” )

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