Iniziano a Messina i festeggiamenti in onore dell’ Immacolata

Da oggi, domenica 29 Novembre, nella medievale chiesa di San chiesa ImmacolataFrancesco all’Immacolata di Viale Boccetta, con la tradizionale Novena, inizieranno i festeggiamenti in onore della Vergine Immacolata. Quest’anno sarà particolarmente ricco il programma religioso, stilato dai Frati Minori Conventuali in collaborazione con la Milizia dell’Immacolata in vista dello speciale anno dedicato al 75° anniversario della morte di San Massimiliano Kolbe, il Martire dell’Immacolata. P

Padre Kolbe fu un francescano polacco, devotissimo dell’Immacolata, che il 14 agosto 1941 sacrificò la propria vita in cambio di un padre di famiglia nel campo di Auschwitz,. E’ stato beatificato nel 1971 da Paolo VI, che lo chiamò “martire dell’amore”, e quindi Santo nel 1982, da Giovanni Paolo II. Per tutti i giorni della Novena, oltre all’antico simulacro argenteo dell’Immacolata, sarà esposta alla venerazione dei fedeli una reliquia di Padre Kolbe e Sabato 5 Dicembre alle 19.30 al vicino Palacultura si terrà il musical: “Kolbe, fare della vita un dono”, a cura della Milizia dell’Immacolata di San Giorgio di Catania. I festeggiamenti dell’Immacolata culmineranno Martedì 8 Dicembre con la Santa Messa solenne delle 10, presieduta dal Vicario Fonaneo di Messina Centro , il Reverendo Monsignor Mario Di Pietro. Nel pomeriggio, a partire dalle 16, con la tradizionale processione per le vie del centro storico.

Il culto alla Vergine Immacolata a Messina è molto sentito ed antico, in quanto fin dal 1647 il Senato di Messina volle nominarla “Patrona Particolare” della Città di Messina, oltre ad essere stata Patrona Principale del Regno delle Due Sicilie. Segno tangibile di questo forte legame devozionale, il titolo mariano dell’Immacolata Concezione è la veneratissima statua custodita nella Basilica francescana del Boccetta. Il simulacro fu realizzato in legno da ignoto scultore alle fine del seicento e rivestito interamente da una ricca ed elaborata lamina d’argento, nel 1743, a conclusione di una tremenda epidemia di peste.

L’interessante opera di arte e fede rimase miracolosamente indenne in occasione del catastrofico incendio del 1884, dell’immane terremoto del 1908 e dalle bombe incendiarie anglo-americane del 1942-43.

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