Policlinico. Restuccia annulla promozioni a 6 dirigenti. “Passati senza concorso nè titoli”, dice

policlinicoIl direttore generale del Policlinico, Marco Restuccia, sta mettendo un po’ di ordine nell’azienda che dirige.  Per alcuni, però, più che ordine, sta facendo scompiglio, sta rivoluzionando un ottimo sistema (se accertato) per passare di livello in una struttura pubblica, bypassando concorsi, graduatorie, e varie tappe burocratiche.
Alcuni come i 6 dirigenti medici che, secondo quanto risulta da documenti, sarebbero stati promossi a quel ruolo senza aver partecipato a concorso e senza titoli.
Per questi 6, lo scorso giugno, Restuccia ha annullato le promozioni a dirigente medico, provvedimenti adottati dai suoi predecessori: due nel dicembre 2004, tre nel gennaio 2006 e uno nel marzo successivo.
Uno tra loro, che ha fatto ricorso al Tribunale del lavoro, saprà oggi, giorno in cui si discute il caso, se il giudice accoglie le sue ragioni o quelle del direttore generale del Policlinico.
Nel primo caso, appare ovvio che la decisione a favore del dirigente medico in stand-by, avrebbe ripercussione anche sulle restanti 5 promozioni annullate dal manager.
Coloro che hanno visto, almeno sin qui, sfumare la promozione, sono ex tecnici di laboratorio biomedico o dirigenti biologici.
A detta di Restuccia, il passaggio di livello sarebbe avvenuto senza la necessaria procedura concorsuale per dirigente medico.
Inoltre -aggiunge tra le motivazioni delle delibere di annullamento – “non esisteva al momento dell’adozione dell’atto, così come alla data dell’annullamento, alcuna norma che rendesse possibile l’equiparazione a un profilo diverso da quello di assunzione”.
Ed ancora: ” il personale «deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nell’ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi, ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto di procedure concorsuali o selettive”.
Tra i titoli necessari, peraltro, anche la laurea, che, secondo Restuccia, per alcuni non esisterebbe neanche.

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