Contrasto alla prostituzione: scoperte altre due case di appuntamenti a Messina

Continuano le attività di contrasto alla prostituzione a Messina. Questa notte la Polizia Municipale ha individuato un appartamento in via Catania dove operavano due donne originarie di Santo Domingo. Entrambe sono risultate sprovviste di permesso di soggiorno. Questo controllo ha consentito di individuare una seconda casa, sita in viale Principe Umberto, di proprietà della medesima persona, dove si svolgevano ulteriori incontri.

Il proprietario di entrambi gli immobili, che era già stato denunciato in un precedente controllo, è stato denunciato per favoreggiamento. L’espediente con il quale ricava i suoi profitti dall’attività è la sottoscrizione di scritture private di locazione di una stanza per brevi periodi (una settimana alla volta) che non venivano né registrate né trasmesse in Questura, eludendo sia i controlli fiscali che quelli di ordine pubblico.

I controlli degli ultimi mesi hanno consentito di comprendere come il fenomeno prostituzione a Messina veda spesso coinvolte giovani donne di nazionalità straniera con provenienza extracomunitaria, prive di permesso di soggiorno e pertanto “bloccate” in una situazione che non consente loro né di permanere lecitamente in Italia, e dunque le esclude dal mercato del lavoro regolare, né di lasciare autonomamente l’Italia, per cui finiscono per diventare vittime di chi si approfitta di questa situazione per ottenere una obbedienza obbligata.

Sul fronte della viabilità e della sicurezza stradale sono stati controllati in totale 68 veicoli. 18 conducenti sono stati sottoposti a etilometro, con il ritiro di 2 patenti per superamento del tasso alcolemico e 1 denuncia a piede libero con consequenziale ritiro della patente e verbale con sanzione amministrativa di 10.000 euro.
Numerose le sanzioni elevate per violazioni alle norme del Codice della Strada per passaggio con impianto semaforico rosso, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, guida con foglio rosa in luogo affollato.
Una denuncia per per disturbo del riposo e della quiete pubblica, con sequestro dell’impianto che diffondeva musica ad alto volume.

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