Messina senz’acqua. Gioveni: “Ma Accorinti sta pensando alle conseguenze?”

rubinetto1Avvilito dall’emergenza idrica e dalle continue richieste d’ “aiuto”, il consigliere comunale Libero Gioveni si sfoga in una lettera aperta dichiarando il suo sdegno per l’attuale situazione cittadina. Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

“Lo so benissimo che questo non è il momento delle polemiche, bensì quello di unire invece tutte le forze, le idee, gli strumenti per affrontare tutti insieme quella che si sta presentando nella nostra città forse come una delle emergenze più grandi degli ultimi decenni, ma è opportuno, proprio perché ciò deve servire da monito, fare delle considerazioni, lasciando traccia.
Già, la “traccia”! Quella che personalmente, nel lontano novembre 2013 (esattamente 2 anni fa) in quell’Aula che rappresenta la “Voce” democratica dell’intera città, avevo chiesto la convocazione di una seduta aperta con tutta la deputazione regionale, il sindaco e i vertici dell’Amam per affrontare e soprattutto “Programmare” tutto ciò che sarebbe servito per evitare ciò che adesso decine di migliaia di esasperati cittadini stanno subendo, valutando l’ipotesi “Alcantara” come preziosa alternativa al Fiumefreddo attraverso un’interlocuzione con la società Siciliacque e soprattutto con la via “politico-istituzionale” dell’Ars che sarebbe dovuta venire incontro all’Amministrazione e dell’Amam per compensare la differenza di costi del prezioso liquido.
Ma alla fine era solo Libero Gioveni che parlava, il solito “rompiscatole” grafomane di Gioveni che interviene su tutto.
E’ adesso invece che ci si ricorda di quella proposta, è adesso che tutti si indignano, è solo adesso, a distanza di ben 5 giorni dalla frana che ha messo in ginocchio Messina, che si pensa ad un tavolo in Prefettura (che tra l’altro serve solo a studiare misure per lenire i grossi disagi!).
Politicamente parlando, se tutto ciò fosse avvenuto in una città “normale”, sindaco e tutti i vertici Amam si sarebbro già Dimessi! Ma siamo a Messina, la città “babba” in cui tutto può avvenire, anche il fatto, per esempio, che un sindaco canti prematuramente vittoria prima ancora che i tecnici finiscano l’intervento risolutore e definitivo!
Mi chiedo: Si sta pensando alle conseguenze che questo stato di cose può provocare anche in
termini di malattie ed infezioni? Si sta pensando (ma seriamente) ai danni economici a cui centinaia di commercianti (già per altro in periodo di crisi) stanno andando incontro? Chi li paga? Chi li risarcisce?? Non potranno nemmeno bastare le scuse (che tra l’altro non sono ancora nemmeno arrivate) da parte di chi doveva rivoluzionare un sistema che, a suo dire, apparteneva solo al passato!! Si è pensato alle lezioni che migliaia di stipendi stanno perdendo nella loro formazione scolastica? Si sta pensando ai tanti disabili allettati in casa? Agli anziani che stanno ai
piani alti senza ascensore?
Beh, sono cose dette e ridette da tutti ormai, so bene che tutto ciò ormai non fa più nemmeno notizia! Ma il ruolo che i cittadini mi hanno voluto dare dentro una cabina elettorale, mi impone di dirle e ridirle queste cose… Le ho dette “prima” in tempi normali, le sto dicendo “durante” in tempi di crisi e di emergenza e, statene certi, le “griderò” anche dopo nelle sedi competenti!!!
Non nascondo che mi vergogno un po’ di appartenere in generale alla classe politica, perché è proprio la “politica” (passata e attuale) ha creato tutto questo!
Mi vergogno perché da politico mi sento impotente nel non poter dare risposte a chi mi chiede aiuto, come quella signora anziana di ieri che mi telefona quasi implorandomi di fare qualcosa!
Mi vergogno già, ma vergognamoci tutti! Tutti quelli che, ognuno nella sua piccola parte, sa che poteva fare e non ha fatto! Passata l’emergenza, due sono le strade da prendere! O ci si rimbocca davvero le maniche per trovare le soluzioni (in primis il primo cittadino che spero si trasformi finalmente nel vecchio “Renato lottatore”), oppure, davvero, facciamo tutti un passo indietro occupandoci di altro nella vita, stando di più con la famiglia e magari spiegando ai nostri figli che la politica non è questa, ma è quella “nobile” che ancora in questa città, purtroppo, nessuno l’ha inventata”.

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