Messina. Falso in bilancio e pratiche clientelari: richiesto l’intervento della Corte dei Conti

comune di messina - 01Falso nei bilanci del Comune di Messina e delle società partecipate, pratiche clientelari e modelli societari criminali: queste le dure accuse mosse da Paolo Bitto, ex candidato della lista “Peloro 2023” ed ex esperto contabile di ATO3, alla precedente amministrazione guidata da Renato Accorinti.

Questo quanto emerge dalla lettera che, lo scorso 15 ottobre, Bitto ha inviato per richiedere la verifica tempestiva della sezione controllo della Corte dei Conti, utile a valutare la sussistenza delle condizioni per intervenire ai sensi dell’art. 247 del D.Lgs 267/2000 (Omissione della deliberazione di dissestondr).

Alla base di questa richiesta la preoccupazione verso i recenti annunci della amministrazione De Luca che, per le “notevoli criticità finanziarie del Comune di Messina, ha paventato una sospensione o una consistente riduzione nella erogazione dei servizi pubblici essenziali”.

Nella lettera l’ex esperto contabile di ATO3 fa riferimento al massivo dossier di 350 pagine prodotto dal sindaco Cateno De Luca e, nello specifico, a quanto emerge dai controlli effettuati dalla nuova Amministrazione, che descrive il bilancio previsionale 2018-2020 come “un malato terminale e strutturalmente in coma”. Una situazione che, secondo il dossier e secondo lo stesso Bitto, sarebbe interamente riconducibile ad una errata gestione da parte dell’amministrazione Accorinti che “dal 2014 al 2017 non solo ha generato oltre 50 milioni di nuovi debiti ma non è riuscita ad accantonare la gran parte delle somme necessarie per far fronte al finanziamento del piano di riequilibrio”.

Lo stesso dossier realizzato dall’On.le De Luca farebbe emergere, come ravvisato da Bitto, “fatti e comportamenti che potrebbero prefigurare reati di rilevanza penale, quali: falsità dei bilanci del Comune di Messina; falsità dei bilanci delle partecipate al fine di creare utili fittizi; falsità del piano di riequilibrio; assunzioni nelle partecipate di dubbia liceità a fini clientelari; creazione di modelli societari criminali e di scatole cinesi simbolo di illegalità, spreco di denaro pubblico ed esempio di malaffare politico e clientelare”.

Si attende il riscontro della Corte dei Conti per comprendere se le preoccupazioni sul futuro economico di Messina sono legittime e se, davvero, la vecchia amministrazione ha agito in maniera inopportuna nella gestione dei bilanci del Comune e delle partecipate.

 

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1 Commento

  • salvatore ingrassia scrive:

    E COME MAI IL DOTT BITTO HA LAMENTATO ORA QUESTE INCONGRUENZE??? IL CONFLITTO INTERIORE CHE LO ATTANAGLIAVA NELLA SCORSA AMMINISTRAZIONE E STATO LIBERATO DA QUALCUNO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE???

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