Isole ecologiche e agevolazioni fiscali: come funziona la differenziata a Messina

Isola ecologica Tremonti, MessinaI dipendenti di Messinambiente ne sono certi: i numeri della raccolta differenziata a Messina sono in aumento. Che la motivazione sia legata a ragioni ecologiche o allo sconto sulla TARI di cui si può usufruire portando i propri rifiuti differenziati direttamente ai centri di raccolta, i dati parlano chiaro: dalle 5.000 utenze registrate dalle isole ecologiche nel 2013 si è arrivati alle 32.240 attestate il 21 settembre 2017.

Tra il porta a porta, che avrebbe dovuto rappresentare l’asse centrale dell’operazione, e i centri di raccolta dislocati sul territorio, il Comune di Messina è arrivato a toccare il 17%. Un miglioramento, sì, ma si tratta di una: «Cifra ben al di sotto delle potenzialità e degli obiettivi che ci eravamo prefissati» ha spiegato l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua. L’obiettivo era infatti di raggiungere almeno il 20-25% nel 2016.

Più di 30.000 persone, quindi, hanno scelto di differenziare i propri rifiuti, li hanno caricati in macchina e si sono recati, almeno una volta, presso l’isola ecologica più vicina.

Ma come funziona?

Apparecchiatura elettronica per la pesatura della differenziata - MessinaI centri di raccolta in città sono sei, distribuiti strategicamente su tutto il territorio, da Nord a Sud: Spartà, Pace, Tremonti, Gravitelli, Pistunina e Giampilieri. Una volta differenziati i rifiuti in casa ci si può recare, nei giorni stabiliti dal calendario, all’isola ecologica più vicina. È possibile accedere alle strutture direttamente con la macchina. Dopo aver presentato e registrato la tessera sanitaria dell’intestatario dell’utenza (ndr, chi paga la TARI) tramite le nuove apparecchiature elettroniche in dotazione alla società, si potrà procedere con la pesatura dei rifiuti suddivisi per tipologia. Ultimata la pesatura, verrà stampato lo scontrino da presentare, al momento del pagamento della TARI, per usufruire delle agevolazioni previste. A questo punto, l’utente potrà gettare i rifiuti negli appositi contenitori. Prima di essere inviati all’impianto di Pace, i container vengono controllati dai dipendenti per assicurare il corretto svolgimento dei processi di smaltimento o di recupero.

Lo sconto in bolletta può arrivare al 35% per coloro che conferiscono almeno una quota mensile di 5kg pro capite, da intendersi come media su base annua. Le categorie di rifiuti che permettono di accedere all’agevolazione fiscale sono: vetro, plastica, cartone, carta e lattine, e rappresentano, a detta dei dipendenti, quelle per cui si registra una maggiore affluenza.

È possibile conferire i rifiuti secondo il seguente calendario:

  • dal lunedì al sabato dalle 07.00 alle 19.00 a Pistunina e Gravitelli;
  • lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13.00 alle 19.00 e il martedì, il giovedì e il sabato dalle 07.00 alle 13.00 a Spartà, Tremonti e Giampilieri;
  • dal lunedì al sabato dalle 07.00 alle 11.30 e dalle 13.00 alle 18.30 a Pace.

Tra le difficoltà principali segnalate dai cittadini rientra proprio questo calendario, che non sempre risponde alle loro necessità e li costringe a tenere in casa i sacchetti di spazzatura da buttare per diversi giorni. Molti, infatti, sperano sempre di più in un incremento della differenziata porta a porta, che al momento coinvolge solo alcuni quartieri. Nonostante gli incentivi, la necessità di spostarsi per recarsi ai centri di raccolta, occupando così parte del proprio tempo libero dal lavoro, può rappresentare per molti un deterrente.

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4 Comments

  • Giuseppe Giacobbe scrive:

    Mi pare che la quantità mensile da conferire fosse di 7 Kg in origine, successivamente è stata portata a 5 kg mensili. Sarebbe gradita una precisazione per sapere se sono male informato.

    • Redazione scrive:

      Gentile Giuseppe,
      ci scusiamo per il refuso: ci sono due dati che, in effetti, sono stati nel tempo modificati. Il limite massimo mensile pro capite è pari a 5kg con un potenziale sconto in bolletta fino al 35%. A seguito della sua gentile segnalazione abbiamo corretto i dati nell’articolo.
      Grazie per il suo contributo.

  • Salvatore scrive:

    Come mai non si parla dell’isola ecologica di San Licandro? Molto utile e frequentata dai cittadini della vasta zona residenziale, con presenza di molti anziani, e che purtroppo non sempre è attiva, benché il personale sia presente. La motivazione che viene avanzata è quella che il macchinario è guasto, ma intanto paghiamo lo stipendio.

    • Redazione scrive:

      Gentile Salvatore,
      l’isola di San Licandro, come quella di Castanea, viene indicata da ATO3 come “mini-isola ecologica”. Provvederemo ad inserirla non appena la nostra Redazione avrà modo di raccogliere informazioni dettagliate. Grazie per l’interesse e per la segnalazione.

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