Crisi idrica finita, ma per quanto? L’allarme di Foti: ” Impianto fragile, occorrono studio e interventi”

rubinetto secco per nuovoConclusa, pare, l’ennesima emergenza idrica in città, Calogero Foti, dirigente della Protezione Civile dirama il seguente comunicato:

“La condotta del “Fiumefreddo” deve essere messa in sicurezza lungo tutto il tragitto per scongiurare ulteriori e più gravi disagi alla città di Messina

“La recente rottura verificatasi sulla condotta “Fiumefreddo”, che alimenta la città di Messina, evidenzia la necessità di redigere uno studio approfondito e accurato sullo stato della condotta, cui far seguire la programmazione e la successiva realizzazione di specifici interventi finalizzati alla sua manutenzione per garantirne la sua costante funzionalità e assicurare così la fruizione del servizio ai cittadini.

L’AMAM ha eseguito tempestivamente l’intervento di riparazione limitando i disagi alla popolazione, ma appare evidente che gli eventi occorsi negli ultimi sei mesi sono chiari segnali di fragilità dell’infrastruttura da non sottovalutare per evitare situazioni di criticità ben più gravi.

Per queste ragioni, si auspica che tutti i soggetti interessati facciano sinergicamente confluire le loro forze e capacità per garantire la soluzione al problema che passa da una capacità progettuale, dall’individuazione di fonti alternative e dalla razionalizzazione del consumo dell’acqua anche attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione ai cittadini.

La Protezione Civile Siciliana, come sempre, è disponibile ad affiancare e sostenere tutte le iniziative utili allo scopo.”

Questo è quanto dichiara Calogero Foti, Dirigente Generale della protezione civile regionale e Commissario delegato per l’emergenza idrica a Messina, verificatasi alla fine del mese di ottobre scorso, dopo la terza rottura in sei mesi della condotta di alimentazione primaria dell’acquedotto messinese.

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