Aumentano i debiti certi al Comune. Il tribunale dà ragione alla Schipani. Gli interessi superano il capitale

municipioNuovi debiti certi entrano tra le spese del Comune che dovrà pagare senza attendere oltre. Palazzo Zanca è stato condannato a versare 153.341,51 euro oltre gli interessi, che pare siano cresciuti in tanti anni di contenzioso a più di 200mila euro, più le spese di lite, all’impresa Alfonso Schipani Srl Costruzioni Impianti Elettrici e Speciali. Così ha deciso il giudice Viviana Cusolito. L’avvocato che difende il Comune nella vicenda giudiziaria, Arturo Merlo, segnala in una nota all’avvocatura che per l’appello (che deve essere portato avanti entro 30 giorni dalla notifica già avvenuta) “Non si ravvisano sufficienti argomenti per contrastare la sentenza nella parte non accolta. Si sconsiglia, pertanto, la proposizione dell’appello. Ritengo – prosegue Merlo – che solo nell’ipotesi in cui la sentenza dovesse venire impugnata dall’impresa opposta (per la parte relativa alla soccombenza) dovrà essere valutata la possibilità di proporre appello incidentale”. La società Alfonso Schipani Srl ha chiesto e ottenuto decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per la cifra indicata oltre interessi e spese legali per il mancato pagamento delle prestazioni rese in esecuzione del contratto di appalto dell’11 luglio 1990 “Considerata – si legge – la conclusione dei lavori entro il termine fissato e senza contestazioni da parte del committente”. La Schipani si occupava della manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune. Il Comune aveva presentato opposizione contro il decreto ingiuntivo difendendosi con vari punti e segnalando che per i lavori “L’Ingegnere Capo avrebbe dovuto emettere apposito certificato per fare luogo al pagamento della rata unendo anche stato di avanzamento lavori, adempimenti mai posti in essere”. La Schipani aveva controdedotto sottolineando che il dirigente ai Servizi Tecnici con nota del 20 dicembre 2011 aveva proposto all’allora sindaco Buzzanca di pagare la sorte capitale in tre rate con rinunzia agli interessi con evidente riconoscimento del debito. Il giudice ha evidenziato, dando torto al Comune, che devono essere riconosciuti gli interessi come previsti dal capitolato speciale del 1962 e non i meri interessi legali come riconosciuto con il decreto ingiuntivo. @Acaffo 

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