Autorità portuale con Gioia Tauro. Per Confindustria è possibile limitare i danni

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La giunta e il direttivo di Confindustria Messina hanno approvato un documento sul nuovo sistema delle Autorità Portuali, che prevede l’accorpamento di Messina con Gioia Tauro in un’unica Autorità portuale dello Stretto.

Il Consiglio dei Ministri che si riunirà il prossimo 22 luglio, discuterà lo “Schema di decreto legislativo” sulla riforma delle Autorità Portuali e l’approvazione del testo darà vita all’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto che comprende i porti di Gioia Tauro – sede di Autorità di sistema portuale, Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Vibo Valentia, Reggio Calabria, e il sistema portuale della Città Metropolitana di Messina costituito dai porti di Messina, Milazzo, Tremestieri e il realizzando pontile di Giammoro.

Confindustria Messina nel suo documento di posizione ribadisce la criticità di alcune scelte, già a suo tempo segnalate, relative sia alla governance sia alla strategia, e in particolare: la debolezza strutturale e l’incoerenza tra le finalità della riforma e la scelta di costituire un sistema portuale calabro-messinese conferendone la leadership al porto di Gioia Tauro, già in stato precomatoso.

Il porto di Gioia Tauro, infatti, resta uno dei principali terminal per trasbordo del Mediterraneo, ma continua ad affondare in un pesante momento di crisi. Non essendo più competitivo sull’attività di transhipment, il Porto di Gioia Tauro, per arginare le perdite e mantenere la forza lavoro, con il pieno supporto, anche finanziario, di Governo e Regione Calabria, punta a differenziare e riconvertire le proprie funzioni con la creazione di un polo di manutenzione navale. L’investimento prevede la realizzazione di un bacino di carenaggio e la costituzione di un’Agenzia per la fornitura di lavoro portuale e la riqualificazione professionale per gli addetti che operano negli scali di Taranto e Gioia Tauro.

Questa operazione, secondo Confindustria, comprometterà ulteriormente la già preoccupante situazione della cantieristica messinese.

Confindustria Messina, evidenziando che la riforma è ormai prossima all’approvazione e il tempo per invocare modifiche all’impostazione della governance o al perimetro dei sistemi delle Autorità Portuale è ampiamente scaduto, lancia un appello: “Dovremo lavorare per limitare i danni di una soluzione che penalizza il territorio messinese, declinando i temi della riforma in modo che possano diventare occasione di riorganizzazione e di sviluppo del sistema portuale messinese”.

Questa possibilità è offerta dal decreto legislativo stesso, che prevede che i Presidenti delle Regioni interessate, entro quindici giorni dall’approvazione definitiva del testo da parte del Governo, possano inoltrare al Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti la richiesta di “un congruo termine di proroga” all’applicazione delle disposizioni di riorganizzazione, in particolare per i porti già sede di Autorità Portuale.

La Presidenza della Regione Siciliana, data la particolare situazione del sistema portuale di Messina, dovrà perciò avvalersi dell’opportunità di prorogare l’autonomia finanziaria e amministrativa dell’Autorità Portuale di Messina, e Confindustria Messina, insieme alle forze vive e responsabili della città dovrà mettere in campo tutta la propria capacità di pressione perché il Presidente della Regione richieda la proroga.

Confindustria Messina segnala che la proroga è fondamentale per consentire alla nostra Autorità Portuale di dare attuazione a tutti quegli investimenti che possono rafforzare le specificità dei nostri porti, in modo da sostenere il sistema produttivo territoriale e salvaguardare il nostro indotto portuale. Investimenti già in buona parte pianificati e stanziati e che riguardano, oltre alle infrastrutture portuali, anche la riqualificazione di brani importanti della città (la cittadella fieristica, la Falce, ecc.), fondamentali per la strategia di sviluppo, nel medio – lungo termine, di Messina.

Nel suo documento di posizione Confindustria Messina declina anche il disegno di sviluppo per il “Sistema Portuale Messina” in funzione della specializzazione dei singoli approdi.

La portualità del territorio messinese – spiega – è costituita dai porti di Messina, Tremestieri, Milazzo, Giammoro, strutture caratterizzate da specializzazioni diverse ma con forti possibilità di interrelazioni e presenta realisticamente tutte le qualità di un “sistema portuale”. La loro potenzialità complessiva potrà consentirà alla Città Metropolitana di Messina di implementare sistemi produttivi capaci di sviluppare economia e creare occupazione. Sistemi che si riferiscono, fra gli altri, a mobilità, logistica, turismo, cantieristica, manifattura. Ed in particolare i porti dovrebbero svolgere secondo la propria vocazione la seguente attività: Messina: scalo passeggeri, polo turistico-croceristico e polo cantieristico, Tremestieri: scalo RoRo RoPax, Giammoro: hub commerciale, Milazzo: scalo turistico-croceristico.

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