Il Natale delle buone maniere: Samuele Briatore, Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo

Le parole che odia di più sono bon ton e mise en place, non sopporta il classismo e l’aggressività. Lui è Samuele Briatore ed è il Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo.

Per uno Speciale di Natale non poteva mancare un pezzo sulle buone pratiche di comportamento, ma non aspettatevi consigli sull’abbigliamento o sull’apparecchiatura. «Il risultato più importante è imparare ad amarsi ed essere consapevoli di quello che siamo». L’intervista al prof. Samuele Briatore.

Dalle cerimonie barocche

Samuele Briatore è diplomato a “La Scaletta Teatro”, Accademia d’arte drammatica di Roma, ha studiato Discipline dello Spettacolo e ha un Dottorato in Cerimonie Barocche. In Italia, non c’è nessuno più del prof. Briatore che conosca le buone pratiche di comportamento. Non a caso, dal 2013 – rieletto poi nel 2018 – è Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo.

«Sicuramente adesso, rispetto alle cerimonie barocche, sono cambiate tante cose. La figura della donna è cambiata tantissimo. Non c’è più l’ideale della donna perfetta casalinga ma è intesa come imprenditrice di se stessa. Una chiave di lettura molto aperta. Adesso i manuali contemplano la comunità LGBT».

Questa è una cosa molto positiva. Di contro però si sono persi alcuni elementi importanti che fanno parte proprio delle buone pratiche di comportamento. «Per esempio si è perso il codice relativo a chi presenta chi, chi entra per primo. Anche in Parlamento vediamo queste scene e spesso si creano dei piccoli fraintendimenti. Questa cosa è cambiata per vari motivi. In generale, perché sono cambiate le funzioni di riferimento.

Non esistono più i punti di riferimento culturali ma solo un riferimento di immagine (quello che Andy Warhol aveva predetto con i suoi 15 minuti di celebrità per tutti). Si è creato in questi anni un codice di buone pratiche diverso, in cui il più forte non è chi ha avuto un riscatto culturale ma chi ha più like sui social».

Alle buone pratiche di comportamento

Quando pensiamo alle buone pratiche di comportamento e al galateo, ci pensiamo ingessati e formali. «Se le buone maniere vengono insegnate come regole, allora sono inutili – ci dice ancora Samuele Briatore – se invece, sono a supporto della morale (così come sono nate) allora sono giuste. La persona prima doveva essere buona e poi poteva avere la buona maniera».

Da qui, il conflitto con le parole bon ton e mise en place. «Bon ton e mise en plase sono due riferimenti che dovremmo combattere. La mise en place è un termine alberghiero, apparecchiare una tavola è una professione. Stiamo togliendo professionalità a delle professioni. Ma anche la storia del tovagliolo a destra o a sinistra.

Finché non spiegheremo il motivo, sarà sempre una regola vuota. Dovremmo allora dire che il tovagliolo è stato inventato da Leonardo nel 1491 o il perché si mette a sinistra, regola che imponeva la diplomazia francese».

Il galateo non passa mai di moda

Le buone maniere non passano mai di moda, anzi. Fanno parte di un codice ben definito che dovrebbe essere in un certo senso studiato e tramandato. «Se spiegassero i motivi per cui esistono queste regole, le buone pratiche di comportamento diventerebbero una regola condivisa da tutti, frutto di una cultura anche questa condivisa».

Arrivando all’Accademia Italiana del Galateo

L’Accademia Italiana di Galateo è un’organizzazione di promozione sociale. «Facciamo ricerca e divulgazione – continua Samuele – forniamo una serie di eventi gratuiti e anche corsi (a prezzi popolarissi, 3 mesi a 200 euro ndr).

Le persone che scelgono di frequentare l’Accademia sono diversissime. Ci sono le studentesse, ma anche le signore e l’imprenditori. Sicuramente è un target trasversale».

Ma cosa si studia in un’Accademia dedicata alle buone maniere? «La prima lezione è un’introduzione, studiamo il posizionamento, cioè di come gli altri ci vedono, poi la tavola, la conversazione, i colori della voce e una lezione di dress code.

Poi – continua il Presidente – c’è il secondo livello». All’interno dell’Accademia quindi si muovono insegnanti di dizione, mediatrici di conflitti e docenti di comunicazione, proprio come Samuele Briatore.

La comunicazione è il primo passo per comportarsi nel modo giusto

Il galateo è comunicazione. Lo sa bene Samuele Briatore che ha pubblicato “Come usare le parole giuste in qualsiasi occasione” (Newton Compton Editori). «Le domande dirette – continua Briatore – possono essere invadenti, come “da quanto tempo sei sposata?”. È necessario trovare un’armonia nella conversazione».

Il galateo implica dire sempre la verità. «Le buone maniere ci insegnano a dire ciò che pensiamo, ci insegnano ad essere sinceri senza offendere le altre persone. Le parole devono essere fluide, i nostri pensieri devono essere belli ed elaborati, perché la conversazione possa trasformarsi in un piacere.

Dovremmo ricominciare ad avere attenzione verso l’altro. Quello che cerco di fare capire è che imparare le buone maniere significa fare un percorso, sentirsi bene con stessi, più sicuri per essere consapevoli. Per me l’eleganza è proprio questo, la consapevolezza».

Gli auguri di Samuele Briatore per il 2021

La chiacchierata è quasi finita. La timidezza di sbagliare le parole è passata, conversare con Samuele è stato un vero piacere. Ci facciamo gli auguri per il nuovo anno che sta per arrivare.

«Per il 2021 non dimentichiamoci di quest’anno, perché questo 2020 – nell’orrore che stiamo passando – ha portato un valore diverso nell’abbraccio, che speriamo di portare con noi anche il prossimo anno».

 

 

(166)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *