Messina è una vecchia barzelletta: non gliene va dritta una

messina stupendaMessina mi ricorda una vecchia barzelletta, racconta di un uomo che nell’arco di 24 ore viene licenziato, abbandonato dalla moglie, tradito dal migliore amico, investito e, a fine di questa giornata incubo, da chi lo raccoglie ferito in strada, anche rapinato e violentato. Messina è quell’uomo.
L’ultima è che “saltano” i finanziamenti per la realizzazione della nuova Via Don Blasco. La via che con i lavori di un maxiappalto da 27 milioni avrebbe dovuto dare ampio respiro al traffico pesante in città, perchè sfogo del transito da sbarco che si riversa, da sempre, su Via La Farina, non si farà. Il protocollo d’intesa firmato con Stato e Regione stabiliva che a finanziare i lavori ( da avviare nel 2014) sarebbe stato lo Stato per il 70%, la Regione per il 30%. Ma spunta il cavillo: il mancato adeguamento ad una normativa ( del 2012) sugli appalti pubblici- rileva la Regione. “Ma il progetto era stato approvato nel 2010”- hanno fatto notare i tecnici del Comune di Messina. “Ecchisssenefrega – sorge il sospetto abbiano risposto dalla Regione – intanto aggiorna, piccolo Comune dei miei stivali”.
Eh sì, è l’ennesima. Nella conta delle defaillance regionali o statali nei confronti di Messina, questa della via Don Blasco, non so a che posto sia. Andando a ritroso di pochi giorni appena, abbiamo l’esclusione della nostra città dalla lista dei 13 Comuni siciliani che il Governo premierà con agevolazioni per l’accoglienza data ai migranti. Come se Messina li avesse visti solo di passaggio, i migranti.
E poi? Superfluo, vero, tornare troppo indietro nel tempo? Chi ha buona memoria, ricorda. Chi ha buoni occhi, vede. E allora pensiamo. Pensiamo a cosa ci può essere dietro questi tagli, queste esclusioni, questi accordi firmati, Messina-Palermo / Messina-Roma, che saltano, e chiediamoci se alle spalle non c’è un disegno. Un disegno che punta ad emarginare Messina. Quella Messina cui stanno togliendo tutto, poco a poco.
Le prime linee di questo presunto disegno sono state tracciate anni fa, con la soppressione del comando della Marina Militare, con la nostra Questura declassata, poi con la Fiera eliminata, Il teatro Vittorio Emanuele, l’Autorità Portuale, le navi da crociera, e ancora tanto, tanto altro.
L’ho già detto, lo so, ma occorre ripetere, visto che nell’ultimo anno pare ci sia proprio un accanimento su Messina. Già, l’ultimo anno, forse perchè da giugno 2013 c’è un motivo in più per staccarle la spina. La città che ha un sindaco antipolitico forse non piace a chi di politica si nutre, ingrassa e si compiace.
Ma guardatela, signori governanti, questa porzione di creato che volete annullare, guardate la meraviglia dello Stretto incastonata tra due terre, e pensate bene cosa potrebbe venirne fuori se soltanto vi degnaste di riconoscerne le enormi potenzialità.
O siete, anche, invidiosi?

Patrizia Vita

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Editoriale

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