“Ti amo, ma dammi 50mila euro” . Tre persone condannate per truffa

pedofilia web ecoTra le truffe che popolano il web, sono molto in voga negli ultimi tempi quelle che fanno leva sui sentimenti. Più volte se ne sono occupate anche trasmissioni televisive nazionali, coniando persino la definizione di “truffa dell’innamorato”. Il sistema è sempre lo stesso: uomini senza scrupoli adescano donne sui “social” prospettando loro il sogno di un grande amore, che il più delle volte si rivela solo un modo per ottenere facili guadagni a scapito delle ingenue malcapitate.

E’ il caso della storia che vede protagonisti  due coniugi di Brolo, lui 45 anni lei 42 ed un amico della coppia, di 36 anni, anche lui di Brolo. I tre sono stati condannati dal Tribunale di Patti  ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per truffa aggravata dal danno patrimoniale. I tre infatti, avrebbero spillato 50mila euro a una donna di 64 anni, salernitana.

La vicenda inizia nel 2010 con una relazione virtuale, nata tra le pagine di Facebook, tra la vittima  ed il 45enne di Brolo. Ma le cose vanno “oltre”, al punto che la 64enne decide di trasferirsi da Salerno a Brolo. Il suo “amato”, infatti, le aveva giurato amore eterno e prospettato un futuro insieme, che prevedeva anche la realizzazione di   un villaggio turistico a S. Giorgio di Naso, e la creazione di una società che avrebbero costituito insieme.

Ed è proprio dall’acquisto del terreno dove sarebbe dovuto sorgere il villaggio turistico che parte la  truffa. L’uomo, con la complicità dell’amico 36enne, dice alla donna che la somma richiesta per l’acquisto dell’area è  di 115mila euro, e si accorda con la signora, che ne avrebbe dovuti versare 100mila come anticipo, mentre il resto lo avrebbe pagato  lui in un secondo momento. Ma in realtà la cifra pattuita con la proprietaria del terreno era di soli 50mila euro.

I brolesi spiegano alla vittima  che i 100mila euro devono essere versati per metà in nero alla venditrice, attraverso   10 assegni in bianco da 5mila euro ciascuno. La parte restante sarebbe stata pagata al momento della firma del rogito.

La donna campana consegna dunque i 10 assegni al suo “amore” siciliano, che ne intesta 7 a proprio nome e 3 alla moglie.

Ma quando la vittima va a vedere il terreno, si rende subito conto che qualcosa non va. Il posto non è quello che le aveva mostrato il 45enne. Dopo un colloquio con il marito della venditrice è tutto chiaro:  il prezzo di vendita era 50mila euro e non 115mila. Circostanza confermatale poi anche dall’intermediario che aveva svolto la sua consulenza nell’operazione di compravendita.   Da qui la denuncia e naturalmente la fine di un “amore”, nato con un click e arrivato in tribunale.

 

 

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