Salvatore Sorbello consigliere comunale del gruppo misto Messina

Vara esposta davanti al Duomo per tre mesi, Sorbello: «Sarebbe un’opportunità»

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Un’esposizione di quindici giorni a Piazza Castronovo e una trimestrale davanti al Duomo per la Vara di Messina. Con quest’idea, anche il consigliere comunale Salvatore Sorbello si unisce alla richiesta presentata dalla V Circoscrizione al Comune di Messina. In particolare, Sorbello chiede di stilare un programma per l’esposizione della machina votiva dall’1 al 15 agosto in Piazza Castronovo e dalla sera del 15 agosto sino a tutto il mese di ottobre in Piazza Duomo.

Un’esposizione così lunga, senza nulla togliere alla sfilata dei Giganti, da tenere ugualmente con «gli storici canterini al seguito», secondo il Consigliere di Ora Sicilia, potrebbe garantire un afflusso continuo di visitatori che funge da attrazione turistica per tutto il centro storico ed il suo commercio, colpito duramente dalla crisi economica.

«Posto che l’anno scorso non si è fatto nulla – commenta Sorbello –, l’iniziativa sarebbe importante per i messinesi. Servirebbe programmarla per tempo e sarebbe giusto iniziare a pensare alle autorizzazioni. Sarebbe importante per i messinesi perché restituisce quell’identità che puntualmente smarriamo col trascorrere del tempo per una questione antropologica, atavica e trasferisce agli altri l’orgoglio e il senso di appartenenza che si racchiude nella devozione alla santissima Maria Assunta».

«Ciò che rende veramente uniti tutti i messinesi – prosegue il Consigliere Comunale –, a prescindere dalle classi sociali, è proprio la Vara, la Madonna Assunta. Sarebbe un’opportunità esporla agli altri che arrivano in città, magari di passaggio, e così tutti hanno la possibilità di vedere cos’è la Vara. Esporla davanti alla Cattedrale è una cosa che dovrebbe essere fatta senza bisogno di chiederla, certo in sicurezza, diluita nel tempo, ma darebbe un piacevole senso di ritorno alla normalità: la Vara esposta davanti al Duomo, Maria Santissima Assunta in cielo che ci rende orgogliosi e alla quale affidiamo le sorti della città nel nostro cammino e la fine della pandemia».

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