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Taoarte, Caruso replica al PD: «Messina fuori per l’inerzia del Consiglio Comunale»

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Si riaccende il dibattito tra il PD e l’amministrazione De Luca sull’esclusione di Messina da Taoarte. L’assessore alla Cultura, Enzo Caruso, replica infatti alle critiche mosse dal gruppo consiliare del Partito Democratico e le ribalta, accusando sostanzialmente il Civico Consesso di non aver fatto niente per impedire la revoca della partecipazione di Comune e Città Metropolitana dalla Fondazione Taormina Arte.

Lunedì, a seguito della Seduta di Consiglio Comunale durante la quale si è discusso anche della fuoriuscita di Messina da Taoarte, i consiglieri del gruppo PD, Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo, hanno criticato aspramente quanto affermato dall’assessore Enzo Caruso in merito alla questione: «Con rammarico – scrivevano i consiglieri in una nota – abbiamo appreso che per lui è normale, e presumiamo quindi per l’intera amministrazione De Luca, che ben due delibere di Consiglio comunale che hanno deciso di permanere tra i soci della Fondazione non siano state affatto rispettate, pur essendo solo il Consiglio comunale l’Organo per legge competente a decidere sull’eventuale fuoriuscita da Taormina Arte».

Non è tardata la replica dell’assessore alla Cultura, Enzo Caruso.

Messina fuori da Taoarte, l’assessore Enzo Caruso replica al PD

L’assessore alla Cultura, Enzo Caruso, replica quindi al PD sull’esclusione di Messina da Taoarte e parte da lontano, dai tempi dell’Amministrazione Accorinti per sottolineare due questioni. La prima, che «rimanere a far parte della Fondazione Taormina Arte, non si è mai configurato a titolo “non oneroso”»; la seconda, che sarebbe stata «l’inerzia del Consiglio Comunale a determinare la conclusione del procedimento avviato con la nota n. 86 del 27/04/2020 (vale a dire il l’iter di revoca della partecipazione del Comune di Messina dalla Fondazione, ndr)».

Per quel che riguarda il primo punto, l’assessore Caruso sostiene che, nel concreto «la permanenza nella Fondazione era subordinata alla cessione da parte del Comune di un proprio immobile e di una cospicua quota in denaro finalizzate alla costituzione del fondo patrimoniale della Fondazione». L’Amministrazione Accorinti, spiega, aveva individuato come bene l’ex “Mandalari”, «ma non aveva mai provveduto a concludere il procedimento di conferimento del bene di competenza del Consiglio Comunale».

«Questa Giunta Comunale – prosegue Caruso – ha deciso invece di non privare il patrimonio comunale di un proprio immobile, a fronte dell’irrilevante riscontro che, negli ultimi anni, Messina ha avuto ai fini della promozione della propria immagine, come socio della Fondazione Tao Arte, notevolmente “sbilanciata” in favore di quella di Taormina».  L’Amministrazione De Luca aveva quindi proposto in Consiglio Comunale due delibere chiedendo l’uscita di Messina da Taormina Arte. Il Civico Consesso, però, si era espresso per la permanenza nella Fondazione.

In seguito, aggiunge Caruso, quando il Commissario Straordinario Bernardo Campo ha invitato una nota al Comune di Messina per chiedere il completamento dell’iter per l’individuazione e il conferimento del bene immobile, l’Amministrazione non ha risposto. «Vale la pena però evidenziare – continua l’Assessore alla Cultura – che la suddetta nota del Commissario Campo è stata indirizzata anche al Presidente del Consiglio Comunale, il quale, nella qualità di rappresentante dell’organo consiliare (che, con Delibere di Consiglio Comunale del marzo 2019 e n.576 del 3/12/2019, aveva manifestato per ben due volte la volontà di rimanere nella Fondazione Taormina Arte), avrebbe potuto impostare un apposito atto».

«Ma tutto ciò non è avvenuto – afferma ancora Caruso – , avendo ancora una volta il Consiglio Comunale preferito ribaltare le proprie scelte sulla Giunta Comunale, pretendendo di addossare in capo alla stessa il peso delle responsabilità, che invece competono esclusivamente al Consiglio comunale».

Nell’aprile 2020, la Fondazione Taormina Arte ha avviato la procedura di revoca della partecipazione del Comune di Messina dalla Fondazione, conclusasi poi il 3 giugno 2020. Anche in questo caso, evidenzia Caruso, sarebbe stata inviata una «nota indirizzata, non solo al Presidente del Consiglio Comunale, ma a tutti i Consiglieri Comunali». E aggiunge: «Poiché la Giunta non era chiaramente interessata a interrompere il procedimento di revoca e di fuoriuscita del Comune dalla Fondazione, si ribadisce che i Consiglieri, che adesso lamentano di essere rimasti inascoltati, avrebbero potuto e dovuto farsi promotori di una proposta di delibera per il conferimento del bene immobile a supporto della loro contraria volontà alla fuoriuscita».

«È stata l’inerzia del Consiglio Comunale – conclude Caruso –, come anche dei singoli Consiglieri, nel non concretizzare la propria volontà di rimanere all’interno della compagine della Fondazione attraverso la predisposizione di una proposta di iniziativa di individuazione e del doveroso conferimento del bene alla Fondazione, a determinare la conclusione del procedimento avviato con la nota n. 86 del 27/04/2020».

Caruso: «Messina protagonista e non gregaria»

In conclusione, l’assessore alla Cultura, Enzo Caruso chiarisce quali sono le intenzioni della Giunta De Luca: «La strategia dell’Amministrazione – sottolinea –, che rivendica un ruolo strategico di Messina nel panorama culturale italiano e internazionale, anche con la costituzione di una Fondazione Comunale, cui affidare la gestione dei luoghi della Cultura di proprietà del Comune e l’organizzazione di eventi culturali di grande caratura; eventi capaci di riportare Messina al centro di una promozione d’immagine non più subordinata a Taormina, ma da Città Metropolitana, assoluta protagonista (e “non gregaria”!) del ruolo che le compete e merita, per la sua storia e per la sua posizione geografica e strategica, baricentro nel Mediterraneo e punto medio tra i poli turistici di Taormina e delle Isole Eolie».

 

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