cateno de luca e nino interdonato

Sospensione licenza per imprese con debiti dai 100 euro: scontro tra De Luca e Interdonato

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Si riapre lo scontro tra il gruppo consiliare di Sicilia Futura e il sindaco di Messina, Cateno De Luca. L’oggetto della discordia è la delibera di Giunta che dispone la sospensione della licenza per i commercianti e gli imprenditori che hanno un debito con il Comune superiore a 100 euro. Da un lato, Nino Interdonato chiede di alzare la soglia e minaccia, altrimenti, di «seppellire la delibera di emendamenti per non farla passare»; dall’altro il Primo Cittadino lo accusa di essere «dalla parte degli evasori».

Ma partiamo dal principio. Ieri, il consigliere comunale di Sicilia Futura, Nino Interdonato, ha rilasciato un video in cui mostra la delibera incriminata e promette una “guerra di emendamenti”, a meno che non si trovi un accordo che alzi la soglia a 1.000 euro: «A chiunque abbia un debito con i tributi comunali superiore a 100 euro – dice il Vicepresidente del Consiglio Comunale – verrà sospesa la licenza. Questa per noi di Sicilia Futura è l’ennesima mannaia sui commercianti e sugli imprenditori. Non consentiremo che questa proposta venga approvata. Speriamo in un accordo politico che alzi la soglia a 1.000 euro, perché i tributi è giusto che vengano pagati da tutti. Se non si troverò l’accordo, seppelliremo la delibera di emendamenti».

La replica di Cateno De Luca «Si è alzata la barricata per difendere gli evasori»

Non è tardata la replica del sindaco Cateno De Luca che, nella diretta mattutina di oggi ha affermato, in merito alla delibera: «Ci sono due regolamenti che saranno discussi in Consiglio Comunale e già si è alzata la barricata per difendere gli evasori, capitanata dal vicepresidente del Consiglio Comunale, il quale minaccia di seppellire i regolamenti con migliaia di emendamenti. È suo diritto. Come è mio diritto relazionare alla Corte dei Conti che a Messina c’è un’alta percentuale di evasori e che c’è eventualmente un Consiglio Comunale che impedisce di mettere in atto le azioni per colpire gli evasori». 

Controbatte Nino Interdonato: «Colpiamo gli evasori, ma lasciamo in pace le micro-imprese in difficoltà»

«Questo provvedimento – ha specificato il vicepresidente Interdonato, raggiunto da Normanno – lo stanno facendo un po’ tutti i Comuni italiani. Però, per esempio, Brescia ha introdotto una soglia di 1.000 euro. Cento euro sono una difficoltà momentanea, non sei un evasore seriale. È un ragionamento di buon senso. Tra l’altro mettere la soglia a 100 euro comporterebbe un lavoro immane per gli uffici. È bene differenziare i fatti episodici dagli evasori seriali (che, siamo tutti d’accordo, vanno stanati)».

Al sindaco di Messina, Interdonato risponde attraverso i social sottolineando la necessità di massacrare «gli evasori seriali e gli speculatori». Ma, aggiunge, «lascia in pace le micro imprese in difficoltà, come ha fatto il Sindaco di Brescia, prevedendo 1000€ di tolleranza! Parliamo dei 100 euro di debito! Ma hai fatto due passi in città al centro? O sei rimasto trincerato in campagna? Una porta sì ed una no troverai attività chiuse definitivamente! Colpa tua? No assolutamente. Della crisi! Esagerare ora sarebbe follia!».

«È vero – aggiunge – ci sono stati i furbetti ed i furboni che hanno creato le Bad Company, chiudendo le società con debiti ed aprendo accanto quelle nuove! Staniamoli senza pietà! Tutti d’accordo! Cominciamo da questi grandi evasori a colpire e denunciare alla Corte dei Conti! Lì non parliamo dei 100 euro ma di milioni di debiti da onorare!».

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  1. Forse hanno sbagliato e si sono dimenticati un zero ?! Lo sanno che le aziende hanno periodi con incassi migliori e periodi con incassi minori ? Lo sanno che a volte si cumulano molte spese, e magari occorre ritardare alcuni pagamenti ? Forse la parola tolleranza in questa epoca sta lasciando il passo alla parola brutalità della politica.

  2. Stavolta appoggio interdonato anche se amo DE LUCA, SINDACO SIA + DI LARGA MANICA

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