Sindaco intermittente: apre ai rom e chiude ai messinesi

palazzo zanca2Ospite della trasmissione di La 7 “Virus”, cinque giorni fa il sindaco Accorinti annunciava, orgogliosamente,  di aver aiutato una famiglia rom assegnandole una casa in deroga. Fin qui tutto normale, un lodevole gesto di solidarietà verso i più bisognosi. Ma in emergenza abitativa si trovano anche centinaia di messinesi e per loro non esistono né deroghe né gesti d’altruismo, poi pubblicizzati in diretta nazionale.

Questa mattina una signora ha bussato ripetutamente alla porta del Sindaco per chiedere aiuto dopo l’ordinanza di sfratto che le è stata intimata. Maria ( nome di fantasia) vive con il marito disoccupato e un figlio disabile. Da mesi non è più in grado di pagare l’affitto della propria abitazione di Tremonti e si trova adesso costretta a lasciare la casa. La donna ha atteso per tutta la mattina di essere ricevuta dal Sindaco, ma quella porta non si è mai aperta, almeno fino alle 13.40.

“Da gennaio non posso più pagare l’affitto – spiega – fino a poco tempo fa un nostro parente ci aiutava economicamente, adesso purtroppo è venuto a mancare e non sappiamo più a chi rivolgerci. Vivo in questa casa da vent’anni e ho un figlio con gravi problemi di salute. Io e mio marito non lavoriamo, non sappiamo più come fare. Finora il padrone di casa è stato paziente, ma adesso abbiamo lo sfratto e non abbiamo un posto per andare a dormire”.

La sfortunata donna si era già rivolta in passato alle autorità senza però riuscire ad avere risposta. “E’ da maggio che provo a parlare con il Sindaco, ho fissato anche un appuntamento che però non è stato rispettato. Sono pronta anche a stabilirmi a Palazzo Zanca con tutta la mia famiglia se nessuno mi trova un’alternativa. Ho fatto richiesta per entrare nella graduatoria speciale, ma il mio nome agli uffici competenti non risulta. Qualcuno deve spiegarmi il perché”.

In campagna elettorale Renato Accorinti si è mostrato amico di tutti, pronto ad aprire le porte del Palazzo ai più bisognosi senza alcuna discriminazione. Promesse ormai dimenticate?

Andrea Castorina

 

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