Secondo Palagiustizia di Messina, Gioveni: «Si riprenda in mano la questione»

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Ancora nessuna notizia sulla realizzazione del secondo Palagiustizia di Messina, e intanto le difficoltà aumentano: a segnalarlo è il consigliere comunale, Libero Gioveni, che chiede all’Amministrazione Basile di far tornare l’argomento al centro del dibattito e chiarire, una volta per tutte, dove sarà ubicato e quanto costerà. «Urge riavviare il dibattito – scrive in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia – sul futuro del secondo Palazzo di Giustizia, tema tanto annoso quanto prioritario per il vasto mondo della giustizia nel quale si opera ormai da anni con grandi difficoltà!».

Dall’ipotesi dell’ex Ospedale Militare a quella della Città del Ragazzo, il futuro del secondo Palagiustizia di Messina appare ancora nebuloso, nonostante un dibattito che va avanti ormai da anni. A puntare nuovamente i riflettori sulla questione, dopo un silenzio di qualche mese, è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Libero Gioveni, che fa un breve “riassunto delle puntate precedenti” e sollecita la Giunta Basile a riprendere in mano l’argomento.

Nel corso della passata consiliatura, infatti, il tema era già approdato in Commissione Lavori Pubblici, dove era intervenuta anche l’ex Presidente dell’ANM di Messina, la dott.ssa Maria Militello, insieme a rappresentanti dell’Ordine degli avvocati, dell’AIGA e dei sindacati. Nell’ottobre del 2019, ricorda Gioveni, l’allora Amministrazione De Luca «aveva trasmesso una nota al Ministero della Difesa con la quale aveva chiesto sia la convocazione di un tavolo tecnico (del quale non si è saputo più nulla), sia la revoca del famoso protocollo d’intesa che prevedeva la realizzazione del secondo tribunale all’interno della caserma Scagliosi di viale Europa».

«Purtroppo da allora – aggiunge l’esponente di FdI – se la memoria non mi inganna, vi sono state al vaglio solo altre ipotesi che si sono aggiunte a quelle precedenti (come quella di trasferire il solo tribunale civile nella facoltà di Farmacia o di utilizzare la sede dell’attuale “Città del Ragazzo”), ma è di tutta evidenza il fatto che occorrerà fare chiarezza soprattutto sulla reale consistenza dei fondi disponibili».

I costi iniziali per la realizzazione del secondo Palagiustizia, compresi quelli per l’adeguamento del polo logistico della Marina Militare di via Bonino per il trasferimento del DMML dall’attuale sede di viale Europa, ricorda Gioveni, erano quantificati in non più in 17 milioni di euro. «Sulla base di quanto emerso nell’ultima trasferta romana dell’ ex sindaco De Luca e dell’assessore Mondello – aggiunge –, i costi sarebbero lievitati in più di 40 milioni di euro, con tempi di realizzo stimati in 10 anni».

«Insomma – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia – anche in virtù di questo balletto di cifre e della confusione che ancora regna sovrana sul reale sito in cui realizzare il secondo Palazzo di Giustizia, occorre riprendere in mano la questione, oltre che con qualche auspicabile trasferta romana del sindaco Basile una volta formatosi il nuovo Governo, anche riavviando nelle more un concreto dibattito in Aula con tutti i soggetti coinvolti».

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