statua santuario di montalto, madonna della vittoria

Salvare la “Madonna della Vittoria”, l’appello per restaurare la statua che sovrasta Montalto

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Rimuovere la statua della Madonna della Vittoria dalla cuspide del portale del Santuario di Montalto per restaurarla e custodirla in un luogo sicuro dove cittadini e turisti possano ammirarla. Al suo posto, una copia conforme, identica all’originale: è questo il progetto portato avanti in sinergia dal Comune di Messina, dalla Curia e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali con l’obiettivo di tutelare un pezzo di storia della città, della sua identità culturale, spirituale e artistica. Per farlo, gli Enti coinvolti si rivolgono a pubblici e privati alla ricerca di uno sponsor che possa fornire le risorse economiche necessarie.

L’opera è stata realizzata nel XVI secolo ed è attribuita a Andrea Calamech, architetto e scultore italiano, già autore del Don Giovanni D’Austria che si staglia su via Lepanto. Il suo posizionamento attuale, per quanto suggestivo, ha nel corso degli anni sottoposto la statua della Madonna della Vittoria al logorio del tempo e degli agenti atmosferici. La richiesta del parroco del Santuario di Montalto, don Lorenzo Campagna, è quindi quella di approfittare di lavori già in corso sulla Chiesa e del ponteggio già posizionato per avviare anche gli interventi riguardanti l’opera del Calamech.

Quanto ci vorrebbe? I preventivi ci sono già e prevedono un costo tra i 5.000 e i 6.000 euro, in base alle azioni che si deciderà di mettere in atto. Tutto, in ogni caso, dovrà passare prima sotto l’occhio vigile della Soprintendenza che ha dato il via libera per lo spostamento della statua, ma che sottolinea la necessità di procedere con cautela, secondo un progetto esecutivo ben preciso che ne assicuri la salvaguardia. L’opzione percorribile al momento, ha spiegato l’assessore alla Cultura, Enzo Caruso, è quella di utilizzare una gru, dati i rischi che si correrebbero, di contro, con un mezzo come un elicottero. Il preventivo attualmente in mano alla Chiesa è di 3.000 euro.

A fare un preventivo dei costi per gli interventi di restauro è stata invece la dottoressa Rosaria Catania Cucchiara di Restar Arte e Restauri, che ha segnalato le criticità riscontrate ad una prima analisi dell’opera: alterazioni cromatiche, perdita di finitura materica, infestazioni da biodeteriogeni, degrado differenziale, erosione, patina biologica, fratture e lesioni. Per gli interventi di restauro conservativo il costo indicato nel preventivo è di 2.500 euro, IVA esclusa. Nel caso in cui si decidesse solo di consolidare l’opera per un primo intervento di salvaguardia e tutela il costo è invece di 1.000 euro.

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A lanciare l’appello agli sponsor è stato il parroco del Santuario di Montalto, don Lorenzo Campagna, seguito da monsignor D’Arrigo, presente in rappresentanza dell’Arcivescovo di Messina, che ha posto l’accento sulla collaborazione tra le tre istituzioni del Comune, della Soprintendenza e dell’Arcidiocesi. «Quest’opera – ha sottolineato – ha un valore simbolico fortissimo che non può essere trascurato. La scelta “infelice” è stata quella di posizionarla sulla cuspide, esponendola così all’usura degli agenti atmosferici. Si tratta di una statua di grande valore, uno dei pezzi superstiti della grande produzione del Calamech distrutta nel Terremoto del 1908, che ci racconta quale fu il passato di Messina. È bello che ci sia questa convergenza oggi».

Presente anche l’assessore ai Beni Culturali, Salvatore Mondello: «La città è malata di divisioni. Un’iniziativa del genere ci può aiutare a far rivivere la coesione. Ci scontriamo con un sistema normativo folle per le opere pubbliche. Spesso la parte burocratica prende il sopravvento rispetto all’opera stessa. Non è una giustificazione. Vediamo di essere bravi nel fare sinergia, nel fare squadra e dare la giusta attenzione a un’opera come questa». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alla Cultura, Enzo Caruso: «Sono contento di questa sinergia perché quando le istituzioni squadra per una causa giusta è un momento magico».

 

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