Risanamento di Messina, PD e M5S: «Sia un commissario statale a gestire i fondi»

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Meno polemiche, occorre lavorare insieme per un obiettivo comune: è quanto chiedono, in una nota congiunta, il Movimento 5 Stelle ed il Partito Democratico in merito all’annosa questione dell’eliminazione delle baracche e del risanamento di Messina. Il riferimento, è al dibattito accesosi negli ultimi giorni a seguito di alcune dichiarazioni del sindaco Cateno De Luca.

Ma cosa ha detto il Primo Cittadino, esattamente? In una delle sue dirette mattutine, il Sindaco di Messina ha contestato l’ipotesi portata avanti dal deputato messinese del Movimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, di nominare – per la gestione delle risorse del risanamento – un commissario statale. De Luca non è d’accordo e ritiene che i poteri speciali vadano dati alla città di Messina, nello specifico al Primo Cittadino «per semplificare le procedure». «Il tema del risanamento – ha poi sottolineato – è diventato nazionale quando siamo arrivati noi». Da qui, tutta una serie di botta e risposta che hanno coinvolto diversi movimenti locali, politici e non.

La preoccupazione di M5S e PD, però, è che sul tema si finisca per «arenarsi in un dibattito sterile e improduttivo». «Di sicuro – sottolineano – non è l’obiettivo del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, che continuano a portare avanti con determinazione tutte le iniziative possibili per fare fronte a questo annoso problema. Il fatto, inoltre, che siano intervenute praticamente tutte le associazioni di riferimento con dichiarazioni a senso unico, dimostra da che parte stia la verità».

«Quello del risanamento – scrivono PD e M5S – non deve essere terreno di partigianeria. L’obiettivo è comune: risolvere il problema, con la massima collaborazione tra forze politiche, civiche e istituzionali. Dal canto loro il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico, con portavoce nazionali come Francesco D’Uva e il Deputato Pietro Navarra, sta dando corso a innumerevoli iniziative, sebbene la competenza sia squisitamente locale».

Tra le «innumerevoli iniziative» citate dai due gruppi: «interpellanze parlamentari; proposta di legge depositata alla Camera; approvazione ODG ad hoc; serrate interlocuzioni con l’allora ministro Provenzano. Fino all’ultimo atto, di qualche giorno fa, con la richiesta rivolta da D’Uva in audizione alla ministra per il Sud Carfagna di collegare il progetto di risanamento al Recovery Plan. Con l’occasione abbiamo sottolineato l’importanza di designare come soggetto attuatore, in accordo con la Regione Siciliana, un commissario dello Stato».

«Se siamo arrivati ad avviare queste iniziative il motivo è soltanto uno – concludono. L’inefficienza del passato. Solo a titolo esemplificativo, già la Legge Regionale del ’90 ha destinato risorse per la risoluzione del problema, ma ancora oggi siamo qui a parlare di baracche. È anche per questa ragione che riteniamo che a gestire i fondi del progetto debba essere un commissario statale. Ci auguriamo che su questa posizione di buon senso convergano presto anche coloro – pochi, in realtà – che al momento non la condividono».

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