foto del villaggio di salice a messina di alessandro celona

Referendum Montemare comune, il comitato per il No si presenta alla città di Messina

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Non solo amministrative il 12 giugno a Messina: in quella data si voterà anche per il referendum sulla creazione del comune di Montemare. Se da anni però esiste e combatte un comitato per il Sì (a favore dell’istituzione del nuovo comune), adesso è pronto per presentarsi alla città anche la controparte che si oppone al progetto di Montemare.

Nella serata di oggi, mercoledì 13 aprile, alle ore 19.00, sarà infatti presentato su Facebook il Comitato per il No a Montemare, rappresentato da Alfredo Mangano (presidente), Adriano Merlino, Domenica Costa e Carlo Ziino. I quattro illustreranno le loro motivazioni in diretta sulla pagina Facebook del comitato. Durante l’evento sarà possibile anche porre delle domande nella chat.

«Vogliamo essere chiari, trasparenti e rendere consapevoli i cittadini sul progetto Montemare – ha detto Alfredo Mangano –, vogliamo farlo in maniera semplice rendendo comprensibili le contraddizioni di un progetto nato da deboli presupposti e sviluppatosi peggio. Solamente la consapevolezza sul tema potrà consentire non solo di evitare un disastro territoriale senza ritorno ma anche di poter ricominciare, con soluzioni vere, a dare risposte alle criticità dei villaggi cittadini includendoli fattivamente nel contesto cittadino, il segreto della nostra città sta proprio nella sua diversificazione territoriale. Ci appelliamo alla Politica affinché agisca dando il suo contributo per evitare questo disastro».

Dello stesso avviso (ma più diretta) è Domenica Costa: «I nostri villaggi – dichiara – hanno delle criticità non indifferenti, ma Montemare non è la soluzione, anzi, rappresenterebbe il colpo di grazia per tutti noi. Bisogna potenziare i servizi ed il territorio, ma ciò è fattibile solamente da parte di un grande Comune con relative risorse ed organizzazione e non già dall’ennesimo microcomune che non può affrontare queste sfide né dal punto di vista organico né economico».

Il referendum su Montemare porta con sé un lungo e complesso braccio di ferro legale che si è risolto con una sentenza del TAR di Catania, pronunciatosi contro il ricorso del comune di Messina e sbloccando perciò la possibilità di una consultazione referendaria indetta dal commissario ad acta nominato dalla Regione, Vincenzo Raitano. Al voto parteciperà tutta la città di Messina, con il quorum fissato a 3500 elettori, cioè la metà dei residenti nella fascia collinare e marittima interessata dall’ipotetica secessione.

«Diminuire i quartieri – conclude Carlo Ziino – da 14 a 6 fu un gravissimo errore, furono create delle macro aree con ben poco in comune e ciò ha reso impossibile la gestione dei territori. Bisogna ripartire dalle nuove Municipalità ma non limitandosi ad una mera revisione di nome ma anche di numero e suddivisione territoriale, solamente così si potranno realizzare risposte mirate che siano coerenti con le esigenze del nostro diversificato territorio».

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