Raccontare per emozionare. Nadia Terranova ad un giorno dall’esito del Premio Strega

Abbiamo scritto spesso di messinesi che, grazie al loro talento, hanno portato e portano alto il nome della nostra città. Oggi, però, abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Nadia Terranova, la scrittrice che con il suo ultimo romanzo, Addio Fantasmi, ha regalato una lettura tanto dolorosa quanto profonda grazie alla capacità di raccontare pienamente la grandezza, la presenza invadente della mancanza. Non importa che sia morte, scomparsa o semplicemente assenza: quello che manca assume dimensioni ingombranti, diventa chiaro e vivido appena non è più afferrabile.

Un libro che tocca il cuore, tanto da farle conquistare un posto nella cinquina dei candidati al Premio Strega, emozionando chiunque abbia amato questo breve romanzo. Un’emozione prima di tutto sua, che ancora oggi vibra nella sua voce durante quest’intervista telefonica a pochi giorni dalla cerimonia finale in cui sarà annunciato il vincitore del Premio Strega 2019, che si svolgerà giovedì 4 luglio.

«Vedevo i voti scorrere sulla tabella, poi ho sentito la voce di chi li annuncia e mi sembrava che dicessero cose diverse» – ci spiega l’autrice raccontando cosa ha provato il 13 giugno al Tempio di Adriano. «Poi i nomi dei finalisti hanno preso un colore diverso e lì ho capito che ero dentro la cinquina».

Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978, è laureata in filosofia, dottorata in storia moderna. Dopo diverse pubblicazioni per ragazzi, a gennaio 2015 esce il suo romanzo d’esordio Gli anni al contrario (Einaudi Stile Libero). Ad ottobre 2018 è nuovamente nelle librerie con Addio Fantasmi, sempre Einaudi Stile Libero.

La consapevolezza di voler diventare scrittrice l’ha accompagnata sin da bambina, quando scriveva lunghe lettere al padre che viveva in altre città. I primi lavori sono sempre in mezzo ai libri, poi la consapevolezza matura sempre più finché non arriva il momento di prendersi il tempo per scrivere.

Nadia descrive la scrittura come il suo modo per stare al mondo: «So che posso tollerare tutto ciò che accade perché a un certo punto posso raccontarlo». E infatti, a chi desidera come lei raccontare storie, consiglia di andare in profondità di sé stessi oltre a leggere, leggere tantissimo. 

Non è però una scrittura autobiografica. Per spiegarlo l’autrice cita lo scrittore Jonathan Safran Foer in Eccomi: “Non è la mia vita ma sono io“.
«In Addio fantasmi non c’è nulla che mi sia successo davvero eppure se penso al personaggio di Ida sono io, è autobiografica l’esperienza di dolore». Ognuno ha una vita piena di fantasmi, non solo le persone che non ci sono più ma anche le diverse versioni di sé.

Addio Fantasmi racconta la storia di Ida, di una casa in cui si è incagliata l’esistenza della donna e di quel corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti, ciascuno alla propria battaglia.

Il romanzo è ambientato nella città di Messina, la sua Messina. Città dai mille volti, stretta tra le colline e quel mare che con le sue storie l’ha rivestita di miti e fascino. Di questa terra in cui bellezza e mancanza di armonia convivono come due facce della stessa medaglia, l’autrice descrive alcuni luoghi simbolici come ad esempio l’arrivo in città in traghetto, l’insegna decadente Conad. Benvenuti in Sicilia e il percorso che conduce a casa della protagonista Ida. E lo fa con una tale cura ai dettagli che sembra davvero di essere lì con lei e di percorrere quelle strade, guardare lo Stretto dalle terrazze e conoscere Messina anche non essendoci mai stati.

Nadia Terranova, però, da molti anni vive a Roma e spiega come questa lontananza costringa a scegliere, una scelta che avviene non per nostalgia ma per conoscenza profonda della realtà cittadina. Il suo ruolo di scrittrice è poi la chiave per mettersi a disposizione del territorio: «scrivere della mia città, questo è il mio forte gesto politico».

Prima di salutarci le chiediamo: c’è una storia che vorresti raccontare ma non hai il coraggio di scrivere, che resta nel cassetto?

«Se penso che non ho il coraggio di raccontare una cosa vuol dire che è proprio la cosa giusta da raccontare» – conclude Nadia.

 

Consigli di lettura – Autori viventi e romanzi preferiti dell’autrice di Addio Fantasmi

  • Lacci, Domenico Starnone – per il racconto feroce di cosa può accadere in una famiglia qunado non si ha il coraggio di recidere dei legami;
  • Memoria di ragazza, Annie Ernaux –  per il modo in cui la scrittrice interroga il suo passato.

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1 Commento

  • Salvatore Giambò ha detto:

    Bravissima Nadia Terranova, drammatici al limite dello snervante i personaggi nel romanzo Gli anni al contrario, più intimistico e riflessivo il tono in Addio fantasmi, ma sempre una scrittura sapiente ed efficace.
    Salvatore Giambò

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