Quattro Frecce: i parcheggi al limite del ridicolo del “Missinisi Serpentorum”

Ci sono molte cose che non cambieranno mai: le cene di Natale con la famiglia, le discussioni per chi deve tenere il telecomando e i vomitevoli parcheggi di alcuni messinesi. Quattro Frecce anche per questa domenica si avvale della consulenza di esperti del settore e passeggiatoridipendenti che ci porteranno alla scoperta di nuovi (brutti) parcheggiatori.

Passi avanti sono stati fatti nella nostra analisi socio-antropologica. Dopo le recenti scoperte del “Missinisi Scemunitos”, ecco, infatti, che si affaccia sulle nostre pagine, un nuovo incredibile discendente del “Missinisi Scaltrorum”. Gli esperti lo definiscono: “Missinisi Serpentorum” per il suo tipico atteggiamento strisciante verso il marciapiede. Ma che tratti distintivi possiede questo parcheggiatore abusivo?

Nato ai bordi di periferia

No, non è come canta il caro Eros nazionale, il “Missinisi Serpentorum” infatti non proviene dai margini della città ma possiede il centro e con esso tutti i suoi marciapiedi. «Un discendente davvero interessante da studiare – dicono gli esperti – che potrebbe portare ad una nuova evoluzione del parcheggio fatto proprio male».

Quello che abbiamo scoperto è che il “Missinisi Serpentorum” oltre ad avere un intelletto che rasenta lo zero e un difetto di pronuncia irrecuperabile, occupa la pavimentazione adibita per i pedoni. «In realtà – dicono ancora gli esperti – si tratta di un atteggiamento di paura, quasi di chiusura nei confronti del mondo circostante».

Si svela il carattere di questo esemplare; si mette dove non dovrebbe perché non ha un posto nel mondo. «Sembra quasi che voglia mimetizzarsi, fa finta di niente mentre occupa uno spazio non suo, come se volesse cercare attenzioni». E qui a Quattro Frecce, il Missinisi Serpentorum ha tutta la nostra dedizione.

Esiste un parcheggio per tutti? Quattro Frecce per chi passeggia

Questa è la vera domanda, ma anche – come dicono i nostri lettori – che fine hanno fatto i vigili urbani? Ma anche perché non provare a lasciare – anche a giorni alterni – la macchina a casa? «Sarebbe davvero impensabile – concludono gli esperti – i messinesi sono totalmente assuefatti alla macchina, probabilmente ci tengono dei tesori

 

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