«Punti oscuri» nella liquidazione di ATM: cosa non quadra secondo Cmdb

Secondo Cambiamo Messina dal Basso (Cmdb) non ci sarebbero i presupposti per la liquidazione di ATM, che sarebbe quindi illegittima. Per questo e altri motivi, il movimento politico legato all’ex Giunta di Renato Accorinti sta valutando la possibilità di passare alle vie legali.

Dopo la bocciatura del piano di liquidazione a seguito di un’accesa discussione in Consiglio Comunale in molti si sono interrogati sulla validità della procedura promossa dall’Amministrazione De Luca e ritenuta fondamentale dal Sindaco stesso. Tra questi, Articolo Uno MDP e Cmdb che, nelle scorse ore, è tornato a intervenire sulla questione.

«Alla luce di quanto emerso in occasione della seduta del Consiglio Comunale che ha bocciato il piano di liquidazione ATM – dichiarano i membri del movimento – ed a seguito di ulteriori elementi emersi in queste settimane, valuterà l’opportunità di sottoporre all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria, al fine di fare emergere tutti quei punti oscuri che a nostro avviso determinano la probabile illegittimità della procedura di liquidazione seguita».

Riportiamo integralmente quanto dichiarato da Cambiamo Messina dal Basso in merito alla procedura di liquidazione di ATM.

«A nostro avviso – scrivono:

  • non sussistono i presupposti per la liquidazione dell’azienda speciale ATM poiché l’ultimo bilancio redatto dall’azienda per l’anno 2018 risulta in attivo e nell’ultimo quinquennio non vi sono 4 bilanci in passivo, come richiede la normativa;
  • nella relazione redatta dai liquidatori risulterebbe un disavanzo di 24 milioni di euro, inserito dal Comune nel piano di riequilibrio per cui si è manifestata la volontà, mai revocata, di ripianare il passivo;
  • l’azienda vanta crediti nei confronti della Regione Siciliana (vedi ordinanza del tribunale di Messina del 4/7/2019) e del Comune, e nonostante ciò è stata prevista la liquidazione volontaria dell’ATM nel Salva Messina;
  • la richiesta di liquidazione coatta amministrativa inviata dal collegio dei liquidatori dell’ATM è a nostro avviso illegittima in quanto  in aperta violazione con la delibera che dispone la liquidazione volontaria mai revocata e con l’inserimento del passivo nel piano di riequilibrio.

«Da evidenziare infine – conclude Cmdb – che la richiesta della liquidazione coatta amministrativa può essere avviata solo su richiesta dell’ente controllante, di uno o più creditori o dai vertici dell’azienda stessa e non dai liquidatori nominati unicamente per l’iter di una liquidazione volontaria».

(Foto reperita sulla pagina Facebook di Cambiamo Messina dal Basso)

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