«Possibile danno ambientale a Messina»: Cannistrà e Fusco chiedono spiegazioni a De Luca

cristina cannistrà e giuseppe fusco, consiglieri comunali del movimento 5 stelle di messina «Le operazioni di trasbordo rifiuti fra due diversi mezzi di raccolta, che avvengono ripetutamente in alcune zone della città, possono mettere a repentaglio la salute pubblica»: ad affermarlo sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Cristina Cannistrà e Giuseppe Fusco che con un’interrogazione chiedono chiarimenti al sindaco di Messina Cateno De Luca.

Il passaggio dei rifiuti da un camion della raccolta all’altro è consentito dalla normativa, spiegano Cannistrà e Fusco, solo in determinate circostanze. E allora perché, si chiedono (e chiedono a Cateno De Luca) in diverse zone della città sembrerebbe essere una pratica abbastanza frequente? «Sono numerose – spiegano infatti i consiglieri – le segnalazioni che ci sono pervenute dai cittadini, preoccupati per il possibile danno ambientale derivato dalle operazioni di trasbordo, ammesso dalle normative solo ed esclusivamente “per concrete esigenze operative o imprevisti tecnici”».

Invece, a Messina, sottolineano i pentastellati: «Il trasbordo fra un veicolo e l’altro avviene in maniera continuativa, come dimostrano le foto scattate a San Licandro e Torre Faro, e produce la fuoriuscita di liquido altamente inquinante nelle vie cittadine interessate».

trasbordo rifiuti tra due camion di messinaservizi a messina trasbordo rifiuti tra due camion di messinaservizi a messina

Preso atto della questione, i consiglieri del M5S Cristina Cannistrà e Giuseppe Fusco interpellano il Primo Cittadino e con una interrogazione urgente gli chiedono:

  • «Quali sono le ragioni per le quali si è effettuato il trasbordo in un altro veicolo;
  • Se le operazioni di trasbordo vengono effettuate, nelle vie della città, anche per il trasbordo parziale;
  • Se si è proceduto a redigere il formulario o ad annotare tali operazioni nei documenti che accompagnano il trasporto;
  • Quali interventi immediati sono stati messi in atto per evitare qualsiasi danno ambientale con la fuoriuscita del percolato;
  • Quali sono i motivi per cui ad oggi non si è provveduto a risolvere gli imprevisti tecnici o le esigenze operative che giustificano la continuità dell’attività in oggetto».

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