Rendering del Ponte sullo Stretto di Messina

Ponte sullo Stretto, Prestigiacomo: «Nessun siciliano di buon senso può essere contro»

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Il Ponte sullo Stretto è diventato uno degli argomenti principali delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. A imporlo nell’agenda comunicativa di questa campagna elettorale è stato senz’altro il centrodestra, che ha inserito l’opera nel programma.

L’ultimo intervento sulla più grande incompiuta della storia d’Italia è della deputata siciliana di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, la quale ha esposto la sua opinione sul dibattito in corso in un lungo post su Facebook.

«Trovo autolesionistico – esordisce così la parlamentare siracusana – per noi siciliani leggere ancora commenti contro l’esigenza di realizzare il ponte sullo stretto. È un mantra ormai stantio: servono prima le manutenzioni delle strade interne; mancano molti collegamenti; c’è tanto da riqualificare; e soprattutto in generale, sempre e comunque “serve prima ben altro”».

«Siamo stanchi – aggiunge – di questa demagogia che inquina la Sicilia e la condanna a una marginalità lamentosa. Sappiamo che il “no” al ponte è sempre stato motivato da 2 ragioni. La prima ideologica. L’ideologia dei No: No al ponte, No ai termovalorizzatori, No alla Tav, alla Tap… No a tutto! (Che significa però: sì a più inquinamento; sì alla spazzatura in discarica che ci avvelena la terra e le falde idriche; sì alla alla sudditanza energetica;) Oggi ci stiamo rendendo conto dei costi che queste scellerate opposizioni a tutto stanno comportando su famiglie e imprese. La seconda, diciamocelo con franchezza, è che ha fatto comodo alle classi politiche dirottare al nord le maggiori risorse per le infrastrutture per rendere più competitivo e più ricco il nord e tacitare con politiche assistenzialiste quei pigroni del sud».

Prestigiacomo si scaglia contro i «benaltristi» che, a suo dire, sfuggirebbero dal dibattito sul Ponte spostando l’attenzione su altri temi. «L’argomento – osserva – del “benaltrismo” è straordinariamente utile per fornire alibi e proseguire così. Il nord ricco ringrazia i benaltristi. E se siamo noi meridionali a offrire argomenti meglio ancora. Basta, smettiamola di farci del male! Il ponte serve! È la via per modernizzare l’intero sud e non è e non può essere alternativo ad altre infrastrutture che vanno fatte (magari con un po’ più celerità)».

Secondo l’ex ministro dell’Ambiente, l’opera avrebbe poi anche un significato non solo concreto, ma simbolico. «Il ponte – evidenzia – ci unisce materialmente e culturalmente con l’Europa! Ce lo chiedono per iscritto da decenni tutti i piani europei di collegamento tra nord e sud del continente. Il ponte sarebbe una svolta per il nostro turismo, e sarebbe ammirato da tutto il mondo come simbolo dell’ingegno italiano e della rinascita del sud. Verrebbero a vederlo da ogni dove».

L’ultimo attacco Prestigiacomo lo sferra contro la scelta di non aver incluso il Ponte sullo Stretto nei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), nonostante un’accesa disputa tra le istituzioni nazionali e quelle regionali.

«Il Pnrr – conclude – ha previsto 200 miliardi di euro per il piano di ripresa e resilienza dell’Italia. Hanno infilato dentro di tutto, ma mille scuse strumentali per non inserire il ponte. Forza Italia ha posto come priorità per il prossimo governo il ponte sullo stretto. E ora anche gli alleati hanno dichiarato che è una infrastruttura necessaria. Basta farci del male! Nessun siciliano di buon senso può essere contro il ponte».

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