Rendering del Ponte sullo Stretto di Messina

Ponte sullo Stretto di Messina, Cacciotto sullo studio di fattibilità: «Ennesima beffa»

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Continua la polemica sul Ponte sullo Stretto di Messina. Dopo la nota del Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, che ha annunciato l’avvio di uno studio di fattibilità dell’opera, sono arrivate anche le prime reazioni politiche. Il consigliere della III Municipalità della città di Messina, Alessandro Cacciotto, è intervenuto commentando l’informativa con cui viene ipotizzata la soluzione del ponte aereo a più campate.

«La questione “ponte sullo Stretto” – ha detto Cacciotto – al di là di chi è favorevole e contrario, segna, a modesto parere dello scrivente, l’ennesima telenovela. Negli anni, parecchi, ci sono stati progetti, studi, legati alla possibilità di creare uno stabile collegamento nello Stretto di Messina; con il nuovo “studio” sembra consumarsi l’ennesima beffa sul tema».

«Nel ribadire – ha aggiunto – che si può essere favorevoli o contrari, credo non ci si possa dividere sul fatto che probabilmente bastava aggiornare gli studi ed i progetti sul ponte già fatti in questi lunghissimi anni ed avere il “coraggio” di dire una volta per tutte il ponte lo faremo oppure non lo faremo, soprattutto oggi con una squadra di governo completamente trasversale».

Ponte sullo Stretto di Messina e continuità territoriale

Un altro tema sollevato dall’esponente di Fratelli d’Italia è poi quello dell’obbligo di Super Green Pass richiesto per attraversare lo Stretto di Messina, insieme ad altri problemi, più generali, come i costi troppo elevati, i treni a rilento, le autostrade con i cantieri aperti.

«La mobilità e la continuità territoriale – conclude – per chi vive in riva allo Stretto è purtroppo sempre più un sogno proibito, senza considerare che probabilmente le ingenti risorse economiche pubbliche per i nuovi studi di fattibilità, potevano e potrebbero essere utilizzati diversamente, soprattutto in relazione alla profonda crisi che attanaglia il Paese in questi due anni di Covid, dove tanti cittadini sono costretti ad abbassare la saracinesca».

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