Parti politiche e sindacali esprimono solidarietà al Sindaco

comuneDue giorni di caos, disordini e aggressioni a palazzo Zanca: fatti che hanno portato parti politiche e sindacali a schierarsi dalla parte del sindaco Accorinti e di tutte le persone vittime dell’assalto. “Nessuna motivazione personale – scrive Francesco Palano Quero, presidente di IV Circoscrizione −, politica, economica può giustificare i comportamenti violenti e deprecabili avvenuti ieri”.

“Il Consiglio, altresì – conclude −, ha invitato tutte le forze politiche cittadine all’assunzione di responsabilità, evitando di strumentalizzare l’accaduto, nell’interesse della città, nella considerazione che la tensione sociale è elevata ed è necessario instaurare un clima più sereno e virtuoso, tenuto conto che tanti nostri concittadini soffrono a causa del perdurare della crisi economica e della mancanza strutturale di lavoro”.

Si dimostra solidale anche Emilia Barrile, presidente del Consiglio comunale. “Desidero esprimere come cittadina, innanzitutto – afferma −, e  in quanto rappresentante del civico consesso che presiedo, piena ed assoluta solidarietà alla Stampa cittadina che ha subito in questi giorni pesanti intimidazioni ed attacchi fisici da cittadini in protesta all’interno di Palazzo Zanca”.

“L’estrema competenza e attenzione rivolta dai giornalisti di tutte le testate  − aggiunge − alle gravi problematiche che la nostra città vive, li porta naturalmente ad essere in prima linea nel dar conto di tutto ciò che accade in città in nome del diritto di cronaca e della corretta comunicazione”.

“Sia gli atti posti in essere da facinorosi contro la giornalista Lina Bruno del QdiS – conclude Emilia Barrile −, il  fotografo Giuseppe Lotta di Tcf e i rappresentanti della stampa presenti in questi giorni nel Palazzo Comunale che, soprattutto, le minacce di future ritorsioni gettano un’ombra sulla libertà di parola e di espressione nella nostra città”.

Mariano Massaro, segretario regionale dell’Or.Sa Sicilia, dichiara: “Alla luce di quanto avvenuto non posso che condannare con forza i gravi atti, offrire la mia incondizionata solidarietà e concorrere, per quanto possibile nelle mie funzioni istituzionali, al ripristino della sicurezza e della legalità invitando la stampa tutta ad andare avanti nel percorso di confronto libero e democratico intrapreso”.

“Apprendiamo con sconcerto dell’aggressione subita dal sindaco Accorinti – continua −, a prescindere dalle rivendicazioni degli ambulanti, su cui evitiamo volutamente di entrare in merito, d’avanti a certe azioni c’è solo da esprimere totale solidarietà a chi li ha subiti.

“Nel condannare il gesto auspicando che si tratti di un caso isolato – conclude Mariano Massaro −, lontano anni luce dalle dinamiche di lotta che  storicamente hanno conferito dignità e potere contrattuale alla classe lavoratrice”.

Si aggiunge, esprimendo piena ed incondizionata solidarietà a Renato Accorinti, Patrizia Panarello, al personale di segreteria, ai vigili ed a tutti i dipendenti coinvolti nelle dinamiche violente, il movimento Cambiamo Messina dal Basso.
“Esprimiamo, inoltre – aggiunge − solidarietà, fuori da ogni retorica e strumentale rappresentanza, a tutti quei cittadini messinesi che soffrono sulla loro pelle difficoltà lavorative e sociali che spesso sfociano in rabbia ed esasperazione”.

“Crediamo, però – precisa −, che, oggi più che mai, si renda necessario uno sforzo interpretativo che ci aiuti a distinguere per non confondere: distinguere la rabbia di chi il dramma della crisi, della perdita del lavoro, di uno stato sociale che quasi non esiste più lo vive davvero in prima persona da chi, invece, approfitta di un disagio esistente per riaffermare pratiche di sopraffazione e violenza, a scapito della collettività”.
“Siamo convinti  − conclude CMdB − che lo stato di diritto ed i bisogni di ognuno entrino in conflitto, perdendo di significato, lì dove non esiste comunità. La costruzione di una comunità cittadina è compito e responsabilità di tutti: delle istituzioni, della società civile nelle sue varie forme (a cominciare da partiti, movimenti e sindacati), e dei mezzi di comunicazione. Nessuno di noi, su questo terreno, si può sentire assolto”.

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