Nuovi controlli ai traghetti sullo Stretto di Messina: il report dell’assessore Dafne Musolino – FOTO

foto dell'assessore DafnNuovi controlli la scorsa domenica agli imbarcaderi dei traghetti in arrivo a Messina. Sul posto, insieme alle forze dell’ordine, l’assessore Dafne Musolino, che ha stilato il report completo delle persone approdate in Sicilia con la nave delle 18.20 e quella delle 22.00. In totale, numeri alla mano, sono transitate circa 120 auto, alcune appartenenti a pendolari, altre a persone dirette in diverse località dell’Isola. Diverse le criticità segnalate dall’Amministrazione nelle verifiche per l’attuazione delle misure previste per il contenimento del coronavirus in Italia.

Stando ai dati forniti dall’assessore Dafne Musolino e riportati dal sindaco Cateno De Luca, dal traghetto delle 18.20 sarebbe sbarcato a Messina un centinaio di auto. Di queste, 40 appartenenti a militari della Guardia di Finanza, alcune guidate da pendolari, altre dirette in diverse località della Sicilia. In totale, infine, hanno attraversato lo Stretto di Messina circa 30 passeggeri a piedi.

In questo caso, a occuparsi dei controlli sono stati quattro operatori del corpo forestale, ma, scrive Dafne Musolino «si tratta di un controllo formale che non assolve alle reali necessità perché vi è una verifica solo cartacea delle autocertificazioni con le motivazioni dello spostamento e soprattutto non viene trasmessa alcuna informazione ai comuni di destinazione, che dunque non possono attivare la sorveglianza sanitaria e la verifica dell’isolamento fiduciario».

Alcuni dei conducenti hanno addotto come motivazione per lo spostamento la necessità di rientrare in Sicilia a causa della perdita del posto di lavoro (e la conseguente impossibilità di sostenersi economicamente) a seguito dell’entrata in vigore delle ultime misure di contrasto del coronavirus. «Ricordiamo – ha però sottolineato l’Assessore – che lo spostamento per il rientro nel proprio domicilio, residenza o abitazione è stato soppresso». Ma, scrive più avanti, «A questo punto sembra che a Villa San Giovanni sia stata riammessa sotto la forma della “necessità”».

Per quel che riguarda, infine, il traghetto delle 22.00, a bordo vi erano solo 23 autovetture e 60 passeggeri a piedi. Ad attenderli a Messina diversi posti di controllo delle forze dell’ordine: circa 40 militari dei Carabinieri si sono posizionati davanti alla Prefettura; la Polizia Municipale si è occupata delle autovetture che dovevano imboccare il viale Giostra; mentre la Guardia di Finanza si è posizionata all’Annunziata, in direzione nord.

 

 

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2 Commenti

  • Giuseppe ha detto:

    A parte il rumore iniziale le persone arrivano in Sicilia senza difficoltà alcuna. Ciò che più fa irritare è che i messinesi rispettosi delle regole restano reclusi in casa, escono per l’indispensabile e sono esposti ad un maggior rischio di contagio stante il continuo ingresso in Sicilia.

  • rossella falbo ha detto:

    Ma IL Presidente Musumeci non aveva chiuso la Sicilia?i controlli devono essere a Villa

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