Nuova Via Don Blasco, 35 imprese partecipanti al bando aspettano di sapere chi si è aggiudicata un appalto da 16 mln

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Passeranno ancora due o tre mesi, prima di conoscere il nome dell’impresa che si è aggiudicata il bando di gara per la realizzazione della nuova via Don Blasco. Un appalto da 16 milioni di euro per una delle opere che la città aspetta con impazienza e che unirà finalmente la parte bassa del viale Gazzi e l’approdo F.S.

Sulla carta, il progetto prevede la possibilità per i cittadini di risalire da via Santa Cecilia, attraversando tutta la zona fino al viale Europa basso, dove poi attraverso la realizzazione di una rotatoria si raggiungerà la zona di Maregrosso e del viale Gazzi.  Una vera e propria alternativa alla via La Farina, che dunque risulterà molto meno ingolfata, ma soprattutto un collegamento veloce tra il centro e la periferia sud della città.

Il Comune di Messina ha espletato la gara d’appalto lo scorso mese di settembre e a parteciparvi sono state 35 imprese. Poco dopo si è insediata la commissione dell’Urega di Messina, l’ufficio regionale per l’espletamento delle gare d’appalto, composta dagli ingegneri Giovanni Raffa e Giovanni Ferrarolo, dagli architetti Filippo Nasca e Maria Chiara Tommasino e dal dirigente comunale, Santi Saija che ha provveduto all’apertura delle buste.

L’organo di controllo ha iniziato a lavorare il 26 settembre scorso, ed è chiamato a valutare l’offerta più vantaggiosa e assegnare un punteggio che sarà il frutto, per il 70%, di aspetti tecnici che saranno di confronti durante alcune sedute riservate, mentre il restante 30% dipenderà dalla portata dell’offerta in sè.

L’importanza economica dell’appalto e il cospicuo numero di aziende partecipanti hanno fatto sì che le cose andassero particolarmente a rilento, tanto che ancora non si sa il nome dell’azienda vincitrice e difficilmente lo si saprà a breve. La commissione, che si riunisce due volte a settimana, deve fare i confronti a coppia delle 35 offerte, meccanismo che richiede un cospicuo numero di sedute, quindi il definitivo responso non si saprà prima di due o tre mesi.

Un tempo ritenuto eccessivo da molte delle imprese partecipanti, ansiose di conoscere quanto prima l’esito della gara, ma il responso difficilmente si saprà prima di aprile. A Palazzo Zanca però l’iter sta andando avanti, dato che si è già iniziato a lavorare sulla documentazione per l’esecuzione degli espropri, con l’auspicio che non arrivi la consueta marea di ricorsi da parte dei proprietari. Ma anche in questo caso, il sottodimensionamento dell’Ufficio espropri impedirà la veloce esecuzione dell’iter amministrativo che potrebbe anche realizzarsi in sei mesi.

Antonio Macauda

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