Nota al Prefetto del M5S. Schepis: «Non ero stato avvisato, modus operandi scorretto»

giuseppe schepisIl gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha lanciato un appello al Prefetto di Messina affinché vengano revocate, da subito, le ordinanze del sindaco Cateno De Luca, senza aspettare la scadenza da lui imposta del 25 aprile. Poche ore dopo, il consigliere pentastellato Giuseppe Schepis ha comunicato di non essere stato avvisato dai propri colleghi di come si stesse procedendo.Per questo motivo, il consigliere ha voluto precisare quanto avvenuto, mettendo in evidenza come questo comportamento da parte dei membri del gruppo consiliare non sia una novità.

«Scrivo queste poche righe – esordisce Giuseppe Schepis – per manifestare a tutti i miei concittadini un triste sentimento personale e politico. Sono davvero amareggiato, da Portavoce comunale e componente del Movimento 5 Stelle, di apprendere dalla stampa di una richiesta e successiva nota a firma del gruppo consiliare, quindi anche mia, all’indirizzo di Sua Eccellenza il Prefetto di Messina, della quale non conoscevo il contenuto se non dopo averlo letto sui quotidiani online locali, su internet e social network».

«Solo dopo un’ora dalla pubblicazione – sottolinea – sono stato avvertito tramite messaggio dal capogruppo dell’esistenza e dell’invio della nota che, per l’ennesima volta, conferma un modus operandi, che in diverse occasioni avevo giustificato come fortuito e casuale, ma che oggi si palesa nella sua più totale volontarietà, di cui spero, gli altri colleghi di gruppo siano all’oscuro e dalla quale possano dissociarsi. Come dire sbagliare è umano, perseverare è diabolico».

A tal proposito, si ricorda che, nei giorni in cui si è discussa in Consiglio Comunale la delibera relativa al Cambio di passo chiesto dal sindaco Cateno De Luca, il Movimento 5 Stelle aveva inviato una nota a commento della scelta della consigliera Serena Giannetto di appoggiare il Sindaco. A firmare la nota, però, erano solo Andrea Argento, Cristina Cannistrà, Giuseppe Fusco e Paolo Mangano. In quell’occasione, il consigliere Giuseppe Schepis aveva dichiarato successivamente di non essere stato avvisato presumibilmente “nella fretta del momento”.

«Ho provato a chiedere – aggiunge il Consigliere – ma non è arrivata nessuna spiegazione, quindi, non posso tacere su comportamenti di tale gravità da parte di esponenti del Movimento, benché colleghi, quando essi stessi in maniera pressoché condivisibile contestano, nel merito, il mancato rispetto delle regole e delle istituzioni da parte di altri esponenti politici. Un po’ come la storia del bue che disse “qualcosa” all’asino».

«Sono molto dispiaciuto di aver sottratto del tempo – prosegue –, in un momento come questo, da dedicare al contatto virtuale e alla comunicazione con i messinesi per questa mia puntualizzazione, ma sono stato costretto a farlo dai comportamenti poco corretti che disattendono, oltre che il rispetto dell’altrui pensiero o volontà, anche diversi articoli del Regolamento del Consiglio Comunale, dello Statuto e del Codice Etico del Movimento 5 Stelle che ogni Portavoce ed ogni attivista dovrebbero tenere sempre a mente per perseguire lo scopo originario, cioè il bene comune».

«Credo – conclude Giuseppe Schepis – e rappresento, ora e sempre, i valori del Movimento 5 Stelle con spirito cristiano e ho agito, agisco ed agirò puntualmente con coscienza sulla base di un’idea politica trasparente, innovativa e leale, nell’interesse di Messina e di tutti i messinesi».

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