No.Proroga.Rettori rivendica il diritto di rappresentanza negli organi di governo dell’Ateneo

Universita-MessinaNo.Proroga.Rettori non ci sta. Il primo marzo il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo («Lo stesso Consiglio che qualche mese addietro ha istituito una assai controversa Fondazione Università» specificano in una nota) si e riunito per deliberare in materia di opere strutturali importanti per il futuro dell’Università. Di questa riunione il Comitato è venuto a conoscenza tramite un comunicato stampa ma non ha ricevuto alcun invito a partecipare: «Ci sarebbe piaciuto partecipare alle discussioni che hanno avuto luogo nelle adunanze del Consiglio e a confrontarsi con il personale docente e tecnico-amministrativo e con gli studenti circa i contenuti delle stesse — scrivono in una nota i No.Proroga.Rettori — fossero stati, come è doveroso, i rappresentanti della comunità universitaria legittimati ad esprimersi in virtù del regolare mandato ricevuto dal corpo elettorale. Accade invece che in CdA continuino a sedere componenti eletti per il triennio finanziario 2007- 2010, il che, nel Marzo del 2013, ad oltre due anni dalla scadenza del mandato, ci appare assai anacronistico. Mentre sulla questione saranno chiamati ad esprimersi l’autorità giudiziaria, che sulla legittimità della permanenza in carica degli organi di governo ha avviato una indagine ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Intendiamo ribadire con forza — concludono — che il diritto di rappresentanza negli organi di governo dell’Università non è un vezzo sul quale si incaponisce un gruppo di facinorosi, bensì rappresenta lo strumento attraverso il quale si intende garantire la condivisione più ampia possibile delle scelte dell’Ateneo: scelte su cui ciascuno degli eletti è chiamato a rispondere ai propri elettori». 

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