Foto dell'ospedale Papardo di Messina

Protesi creata in 3D sul polso di una giovane paziente: importante intervento al Papardo

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Un nuovo successo per l’Ospedale Papardo di Messina dove è stato eseguito un importante e delicato intervento chirurgico di inserimento di una protesi creata in 3D sul polso di un giovane paziente. Soddisfatto il direttore generale, dottor Mario Paino: «I nuovi investimenti tecnologici hanno rappresentato gli strumenti per potenziare e valorizzare lo straordinario capitale umano dell’Azienda. Ciò ha permesso di realizzare interventi complessi meno invasivi e più sicuri per i pazienti. Un processo che contribuisce alla valorizzazione delle alte specialità della nostra struttura ospedaliera».

Ad eseguire con successo l’intervento è stata l’équipe del direttore della UOC (Unità Operativa Complessa) di Ortopedia e Traumatologia, il dottor Daniele Pontoriero, in collaborazione con il dottor Francesco Cannavò, specialista della chirurgia della mano. La procedura si è resa necessaria a causa dell’insorgere di osteo-necrosi in una giovane paziente, una 26enne calabrese.

«Le fratture isolate del semilunare – spiegano dall’Ospedale Papardo – rappresentano l’1% di tutte le fratture del carpo e sono di solito secondarie ad una trauma da compressione i quali possono evolvere verso la necrosi del semilunare denominata malattia di “Keinbock” o osteo-necrosi del semilunare. L’osteo-necrosi favorisce la frammentazione ossea, che è spesso causa di una dislocazione delle ossa carpali vicine. Tale esito è causa di gravi limitazioni funzionali del polso stesso, associate a dolore spontaneo ed ai movimenti, ciò implica una invalidità funzionale della mano. Esistono diversi trattamenti della malattia di “Keinbock”, tra cui la sostituzione protesica dell’osso stesso, non più utilizzabile».

Per l’intervento sulla giovane paziente è stata utilizzata una protesi “custom made”. «Tale dispositivo – chiariscono dall’Azienda Ospedaliera – su misura dell’osso semilunare, è stato creato mediante la tecnologia della stampante 3D, con ricostruzione dalla TAC Tridimensionale effettuata dalla radiologia della nostra Azienda Ospedaliera. La protesi è in lega di titanio ed è stata impianta il 16 giugno scorso. I controlli radiologici e i controlli clinici hanno evidenziato un’ottima “compliance” dell’impianto, con una mobilizzazione immediata del movimento delle dita».

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