Messina. Il PD contro De Luca: «Linguaggio spesso eccessivo, violento e minaccioso»

collage del gruppo del pd in consiglio comunale: felice calabrò, gaetano gennaro, alessandro russo, antonella russoNon sono piaciute al gruppo PD di Messina le ultime dichiarazioni del sindaco Cateno De Luca. Sotto la lente d’ingrandimento dei consiglieri comunali, alcune espressioni usate negli recentemente dal Primo Cittadino sulla propria pagina Facebook. «Visto il momento estremamente delicato – scrivono –, ribadiamo con forza che l’uso di un linguaggio spesso eccessivo, violento, allarmistico e minaccioso, sia oltremodo negativo e controproducente».

Sono tre, in particolare, i post “incriminati”: i primi due riferiti alla possibilità di riaprire il Centro comunale di protezione civile e un terzo, anche questo abbastanza recente, in cui il Sindaco commentava l’usanza di molti messinesi di stappare una bottiglia a Cristo Re per festeggiare il proprio compleanno lanciando poi le bottiglie vuote.

Nello specifico, scrivono Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo: «Il Sindaco De Luca, in uno dei suoi innumerevoli post,  parla già, e di nuovo,  di “gabinetto di guerra”, e di “assetto di guerra”. Pochi giorni fa, in un altro post, ha anticipato che forse sarà costretto a riaprire il Centro comunale di protezione civile per riprendere le sue “attività di controllo e repressione a colpi di ordinanze e sanzioni”, mentre, rivolgendosi (quasi stupito, nonostante la non riscontrata interrogazione in tal senso di ben 21 consiglieri comunali nello scorso luglio) agli incivili che da mesi ormai lanciano di notte bottiglie vuote di spumante per le feste di compleanno, li avvisa che se continuano così “gli stappa la testa in piazza municipio!”».

In particolare, a preoccupare i consiglieri comunali del PD è l’influenza che il linguaggio sopra evidenziato potrebbe avere sui più giovani: «Questo linguaggio violento e poco edificante viene assorbito soprattutto dai ragazzi, così sensibili al linguaggio social, e non può essere usato da chi ha l’onere di fare da guida ad una comunità».

Non solo. A far storcere il naso ai quattro membri del gruppo PD in Consiglio Comunale sono stati alcuni recenti interventi (anche televisivi) il cui il Primo Cittadino avrebbe usato un linguaggio ugualmente forte facendo riferimento ad alcune categorie lavorative: «La città – aggiungono in proposito – è ormai stanca di assistere allo spettacolo dell’arena, in cui  scendono questa o quella categoria per essere mediaticamente massacrate. Ciò di cui Messina ha bisogno non è di incrementare l’odio tra cittadini, tra il disoccupato ed il lavoratore in smart working, per esempio; ma, al contrario, di fare in modo che in città si respiri aria di unità, di solidarietà democratica».

«Non sappiamo – concludono Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo – cosa ci attenderà nei prossimi mesi a causa del coronavirus, ma sappiamo di cosa abbiamo urgente bisogno: di una guida non urlata ma autorevole e rassicurante, di un Sindaco che non crei divisioni tra i suoi cittadini, ma che anzi promuova unità e compattezza e la smetta con veementi attacchi e ingiustificate sparate nel mucchio, che provocano solo un ulteriore incattivimento dei nostri costumi. Ed infine, ci aspettiamo che il Centro di protezione civile comunale sia attivato solo per il suo uso istituzionale, che è la gestione organizzativa delle emergenze cittadine».

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