Messina, è (di nuovo) scontro aperto tra ATM e sindacati

nuovi autobus atm messinaATM e sindacati di nuovo ai ferri corti. Dopo il duro attacco di ieri da parte dei sindacati, il presidente dell’Azienda che gestisce il trasporto pubblico a Messina ha replicato per le rime alimentando un acceso botta e risposta. Da un lato, Filt CGIL, Fit Cisl, UIL Trasporti, Faisa CISAL, UGL e ORSA parlano di gestione della Società da “uomo solo al comando”, dall’altro, Campagna accusa la classe dirigente sindacale di “inadeguatezza e superficialità”.

A dar fuoco alle polveri, questa volta, gli ultimi sviluppi del contenzioso tra azienda e dipendenti in merito al pagamento del corso per il rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC). Con una nota unitaria, i sindacati Filt CGIL, Fit Cisl, UIL Trasporti, Faisa CISAL, UGL e ORSA hanno attaccato duramente l’Azienda nella giornata di ieri, accusando il Direttore Generale, nonché presidente del CdA, Giuseppe Campagna di “autoritarismo”. Immediata la replica dell’Azienda.

Scontro tra ATM e sindacati. Campagna: «Classe sindacale inadeguata»

«In merito al comunicato congiunto delle organizzazioni sindacali, in qualità di presidente del CdA di Atm Spa – scrive Giuseppe Campagna – intendo precisare quanto segue. Il provvedimento ottenuto dai lavoratori è un semplice decreto ingiuntivo che viene emesso inaudita altera parte, ossia viene presentato dal presunto creditore, e se la documentazione viene ritenuta formalmente idonea il Giudice emette il decreto. Ciò avviene senza alcun contraddittorio tra le parti. Una volta emesso il decreto, la controparte ha 40 giorni di tempo per  opporsi. Pertanto, nel caso di specie è infantile e figlio di giuridica ignoranza asserire quanto affermato dalle sigle sindacali».

«Con superficialità – incalza Campagna –, infatti, i sindacati parlano di sentenza quando invece si tratta di un decreto, al quale l’azienda si opporrà nei tempi e nei modi previsti dalla legge; e omettono di dire che la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) è a carico del lavoratore, che deve esserne in possesso congiuntamente alla patente di guida in corso di validità.  Si aggiunga inoltre che è particolarmente significativo che, nonostante la richiesta di provvisoria esecuzione avanzata dall’avvocato del lavoratore, il Tribunale (pur in assenza di contestazione da parte della società, visto che la fase monitoria avviene senza l’interlocuzione del presunto debitore) non abbia aderito alla richiesta del legale del lavoratore».

«In riferimento alla decisione dell’Atm Spa di chiedere agli autisti il risarcimento dei danni provocati ai mezzi in caso di incidenti stradali – prosegue –, a cui i sindacati accennano nel comunicato congiunto, mi preme ricordare che l’Azienda Trasporti gestisce un importante patrimonio pubblico, di cui fanno parte mezzi che vengono acquistati dal Comune di Messina o con fondi propri, e ha il diritto di chiedere la copertura delle spese lì dove venga accertata negligenza da parte dei propri dipendenti. Anche in questo caso, l’Atm Spa applica quanto previsto dalla legge, e non compie certo atti di prevaricazione o “autoritarismo”».

«Purtroppo – aggiunge Campagna –, il comunicato congiunto delle organizzazioni sindacali dimostra che ci troviamo di fronte ad una classe sindacale al limite dell’inadeguatezza, che non tollera che si applichino regole certe, norme di diritto e le disposizioni del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro preferendo portare avanti proposte figlie di vecchi retaggi del passato dal quale non riescono a liberarsi».

«Fatte tutte queste premesse – conclude il Presidente di ATM –, ribadisco ancora una volta che vi è la volontà da parte dell’Azienda di aprire un dibattito serio con le organizzazioni sindacali che intendano avviare un confronto onesto e leale, evitando attacchi pretestuosi, volti (come nel caso specifico) a garantire qualche professionista con cui ci sono accordi che vengono da molto lontano. In conclusione, vorrei  sottolineare che le continue polemiche a mezzo stampa non fanno bene né all’immagine dell’azienda né ai lavoratori, i quali (in questo caso hanno ragione le organizzazioni  sindacali) “non sono il nemico da abbattere ma una preziosa risorsa produttiva da preservare”».

La replica dei sindacati: «Campagna, uomo solo al comando»

Immediata la contro-replica dei sindacati Filt CGIL, Fit Cisl, UIL Trasporti, Faisa CISAL, UGL e ORSA che rispondono punto per punto alle dichiarazioni del presidente di ATM Giuseppe Campagna e sollecitano la scissione di tale incarico da quello di Direttore Generale con l’assunzione di un nuovo DG.

«Il presidente di ATM S.p.A. – scrivono i sindacati –, nel tentativo ormai consueto di rimediare agli errori, a cui metodi discutibili  e approssimazione gestionale  lo portano a cadere con frequenza; replica ai sindacati arrampicandosi sugli specchi. Non abbiamo parlato di sentenza nel nostro comunicato, come asserisce frettolosamente Campagna, più semplicemente abbiamo descritto la procedura legale che ha visto una chiara censura del tribunale verso Atm, avvezza a disconoscere sia il contratto nazionale che gli accordi intercorsi con i sindacati così come per le numerose richieste di risarcimento a carico degli autisti anche per danni incolpevoli. Il Presidente che ha istituito un tribunale aziendale proclamandosi unico giudice, gioca a fare l’uomo forte al comando dimenticandosi che gestisce la cosa pubblica».

«In tema di tutela del patrimonio pubblico cui accenna Campagna quando giustifica l’addebito di ingenti agli autisti – proseguono –,  consigliamo al Presidente di dare il buon esempio provando a risparmiare il denaro pubblico che ATM è costretta a pagare perché soccombente nei contenziosi legali, innescati da una gestione aziendale arrogante, incapace di gestire il rapporto con i lavoratori e con le parti sociali».

«L’inadeguatezza – concludono i sindacati – che il Presidente attribuisce al fronte sindacale è più consona a un direzione aziendale che perde lucidità e con allarmante frequenza si scaglia contro i lavoratori. Probabilmente il doppio incarico che Campagna gestisce in ATM (Direttore Generale e Presidente del CdA), non gli consente il tempo di pensare prima di agire, pertanto, il fronte sindacale unitario, cosciente dei numerosi impegni che gravano sul Presidente del CdA, ribadisce la necessità di un Direttore Generale referenziato, realmente all’altezza di gestire “serenamente” il Trasporto Pubblico Locale in una grande città».

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