Messina. Colonia felina del Ringo presa di mira: avvelenati 4 gatti

La colonia felina protetta del Ringo è stata presa di mira da ignoti: in una settimana sono stati avvelenati 4 gatti. A diffondere la notizia è stato il Consigliere della V Circoscrizione, Franco Laimo.

Gli avvelenamenti sono soltanto la punta dell’iceberg della vicenda: già in passato, sono stati danneggiati o fatti sparire i ripari degli stessi gatti, e staccati più volte i cartelli che attestano la presenza di una colonia felina registrata.

«Secondo quanto testimoniato poi dalla tutrice della colonia – spiega Laimo – quest’ultima avrebbe subito anche minacce, denunciando l’accaduto all’Autorità di Pubblica Sicurezza. L’unica “colpa” della donna sarebbe quella di accudire e prendersi cura dei felini. La responsabile, ci tiene a precisare che quotidianamente cura e mantiene pulito il luogo dove dimorano i gatti e non ha mai esitato a far sterilizzare anche a spese proprie le gatte, nonostante la legge preveda che di questo debba occuparsene l’Asp territorialmente competente».

Secondo quanto dichiarato dal Consigliere, l’Assessore con delega alla tutela e benessere degli animali Massimo Minutoli, è stato già informato e si è mostrato sensibile alla questione.

Cos’è una colonia felina?

Le colonie feline sono punti di aggregazione di gatti liberi, più o meno numerosi, che convivono e frequentano abitualmente una determinata area, pubblica o privata, accuditi e nutriti grazie all’aiuto di volontari. Questa forma di raccolta tiene sotto controllo la presenza degli animali sul territorio, la loro salute ed anche le nascite, evitando così di incrementare la problematica del randagismo.

Le colonie possono essere registrate al Comune da un responsabile, un referente, solitamente un volontario, che viene formalmente incaricato al fine di gestire la colonia per tutto ciò che attiene il suo mantenimento, salvo che per le spese veterinarie che rimangono a carico dell’Ente.

La colonia felina è per definizione stanziale, ciò significa che non può essere rimossa, a meno che non vi siano ragioni di sanità pubblica quali, ad esempio, motivi di carattere igienico-sanitario o in casi di epidemie che mettano a repentaglio la salute dell’uomo e degli animali.

«A tal proposito è bene ricordare – spiega Laimo – che maltrattamenti e abusi su animali sono considerati reati. È bene agire sempre legalmente e soprattutto con coscienza. Chiunque sia presente dinnanzi ad atti vandalici contro animali, vada a denunciare subito l’accaduto».

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