Messina, chiuso il laboratorio HIV/AIDS del Policlinico. Arcigay e Volt chiedono la riapertura

Foto dell'ospedale Policlinico di MessinaRiaprire il laboratorio HIV/AIDS del Policlinico “G. Martino”: è questa la richiesta di Arcigay e Volt Messina avanzata nel corso di un incontro tra le due associazioni svoltosi in diretta nella Giornata mondiale contro l’AIDS lo scorso martedì 1 dicembre. Con la chiusura del laboratorio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, sottolineano, «in città è oggi molto più difficile sottoporsi all’esame diagnostico per riconoscere la presenza del virus HIV».

Se infatti, ci sono anche altri laboratori disponibili, quali quello dell‘Ospedale Papardo e quello di Barcellona, ha chiarito il presidente di Arcigay Rosario Duca, è anche vero che questi sono aperti solo alcuni giorni la settimana e solo su appuntamento, mentre la struttura del Policlinico di Messina era disponibile 24 ore su 24.

A sottolineare l’importanza del lavoro svolto dal laboratorio è anche Alfredo Mangano, coordinatore di Volt Messina: «Non bisogna mai abbassare la guardia sul tema HIV/AIDS. La politica deve dimostrare attenzione sul tema e promuovere istituzionalmente occasioni di sensibilizzazione e corretta informazione. Ciò per mettere al riparo soprattutto le nuove generazioni da certa disinformazione dovuta ad una certa ritrosia da parte di scuole e famiglie a voler affrontare il tema e che ha causato, dati alla mano, un aumento di contagi soprattutto tra i più giovani».

Ma oltre alla richiesta, chiara e netta, di riaprire al più presto il laboratorio HIV/AIDS del Policlinico “G. Martino” per «garantire una maggiore tutela della salute pubblica con le tutele previste nell’art. 32 della Costituzione Italiana, superando le difficoltà burocratiche e ogni resistenza dovesse presentarsi», Volt Messina e Arcigay nel corso dell’incontro hanno focalizzato l’attenzione su altri temi di fondamentale importanza, soprattutto per i giovani, nell’ambito della prevenzione.

«Volt Sicilia – ha ricordato Vincenzo Ballacchino – oggi ha rilanciato la necessità di installare distributori di profilattici nelle scuole e della loro distribuzione gratuita. Questo è un modo efficace per sottolineare il tema tra i più giovani, ma ha bisogno che un input determinante venga dato dalla politica».

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