Messina. Carenza di aule al Nautico, la Preside Schirò dice “no” all’idea del Sindaco

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Alzi la mano chi non è mai sceso per le strade di Messina a manifestare per la carenza di aule nelle scuole. Anche stavolta – situazione aggravata dalle misure di contenimento del coronavirus – si torna a parlare delle grandi assenti: le aule scolastiche.

Problema che l’Amministrazione – durante una lunga riunione con i dirigenti dell’Istituto Verona Trento, Seguenza e Nautico (in foto) – ha tentato di ovviare proponendo l’utilizzo di altre spazi (26 aule in tutto), anche essi tuttavia da mettere a norma.

Nel caso specifico, il Caio Duilio – Istituto Nautico di Messina – ha un deficit di 31 aule di cui 18 in atto presso l’Istituto Verona Trento.

Poche aule per le scuole di Messina

nauticoAdesso, per Maria Schirò dirigente scolastica dell’Istituto Nautico Caio Duilo la «situazione è critica». Anche questi due nuovi plessi, infatti, dovrebbero essere messi a norma. «La proposta prospettata per l’ITTL Caio Duilio – dice la Preside – consiste nello spostamento di un certo numero di aule presso un’ennesima sede staccata, anzi due, alcuni locali situati in zona centro sud della città, in particolare in via Umberto Bonino, area Zir, distanti quasi tre chilometri dalla sede centrale ed altri, distanti altri duecento metri dai primi. Gli undici locali, posti a circa tre chilometri dalla sede centrale, necessitano di alcuni lavori di adeguamento e messa a norma, mentre negli altri 20 locali proposti, i lavori richiederanno un tempo maggiore».

Per questo la Schirò ha declinato l’offerta pensata per la scuola dal Comune di Messina. «Si tratta di una situazione critica che non fa altro che aggravare la carenza atavica di aule che il nautico messinese ha sempre denunciato alle amministrazioni di turno. Voglio che sia chiaro che la mia decisione non può essere definita, come lo è stata, “una presa di posizione pretestuosa”, così forse può apparire agli occhi dei non addetti ai lavori, bensì essa è sostenuta da motivazioni reali, concrete e soprattutto dettate dalle esigenze dell’utenza».

Chi pensa agli studenti?

Quindi secondo la Preside, le soluzioni non farebbero altro che penalizzare gli studenti che ancora una volta sembrano essere stati dimenticati. «Circa 200 di loro provengono da fuori comune e dalla Calabria e altrettanti dai villaggi limitrofi e giungono ogni mattina ai terminal dei mezzi pubblici, posti nella zona della stazione o del porto.

La posizione delle attuali sedi consente loro di spostarsi a piedi per arrivare in orario a scuola; viceversa per raggiungere queste nuove sedi sarebbero costretti a prendere l’ennesimo mezzo di trasporto pubblico ed attraversare il traffico cittadino, cosa che si ripeterebbe al rientro a casa, considerato che i tempi di percorrenza stimati, dalle nuove sedi alla stazione, sono di circa 12 minuti con un mezzo motorizzato e senza traffico e di 30 minuti a piedi, con conseguenti oggettive ricadute temporali.

Saremo costretti ad obbligare l’utenza a partire anticipatamente da casa, quando già molti ragazzi fuori sede, tra cui molti calabresi, si alzano alle cinque ogni mattina, per rientrare con altro ritardo alle proprie abitazioni. Questi ulteriori disagi costringerebbero la gran parte degli studenti a desistere dalla frequenza scolastica o a trasferirsi in altre scuole, abbandonando l’obiettivo di proseguire gli studi nel settore marittimo».

A rischio l’organizzazione dell’attività didattica

I problemi per la Dirigente Scolastica non riguarderebbero soltanto la logistica per gli studenti ma anche l’organizzazione dell’attività didattica. «Un altro motivo che sottende l’impossibilità di accettare la proposta della città Metropolitana riguarda l’organizzazione delle attività didattiche, che solo agli occhi di un profano può sembrare un problema di secondo piano. Voglio ricordare che il nostro istituto è uno dei pochissimi ormai ad avere un unico indirizzo; la soluzione ipotizzata comporterebbe notevoli difficoltà nell’organizzare razionalmente le attività didattiche su varie sedi così distanti tra loro.

Voglio infine aggiungere che proseguiremo e garantiremo il servizio così, fino a quando non verranno adottate soluzioni idonee alle esigenze dei nostri studenti come quelle da noi proposte ed inascoltate. Non saranno necessarie superflue intimazioni. Il nostro lavoro lo sappiamo fare, lo facciamo e lo continueremo a fare bene come abbiamo fatto fino ad oggi, nonostante tutto».

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