Casolare peppino impastato

Mafia, al via il recupero del casolare in cui è stato ucciso Peppino Impastato

Pubblicato il alle

2' min di lettura

Ristrutturare e rendere fruibile in sicurezza il casolare in cui Peppino Impastato è stato ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, a Cinisi in provincia di Palermo, rendendo così la struttura parte di un ideale “percorso della memoria”. Questo l’obiettivo della Regione Siciliana che, ieri, 24 gennaio, ha consegnato i lavori, finanziati con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, per un importo complessivo di circa 126mila euro.

Casolare peppino impastatoIl progetto di restauro del casolare Peppino Impastato e del terreno circostante, espropriati ed entrati in possesso del patrimonio della Regione nel 2020, è stato redatto dalla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo, diretta da Selima Giuliano,  presente alla consegna dei lavori. A chiedere a gran voce il recupero della struttura erano stati il fratello minore di Peppino, Giovanni Impastato, e la Rete 100 Passi, che nel 2013 aveva lanciato una petizione indirizzata all’allora presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. Dopo diversi passaggi, nel 2019 è arrivato il protocollo d’Intesta tra la Regione Siciliana, la Città Metropolitana di Palermo e il Comune di Cinisi per la valorizzazione del casolare. Oggi, a distanza di dieci anni dalla prima petizione sono stati consegnati i lavori. La storia, più nel dettaglio, è contenuta a questo link.

La conclusione dei lavori di ristrutturazione, che saranno realizzate tutelando la struttura esistente ma con l’obiettivo di migliorarne la fruizione pubblica, è prevista per il mese di luglio 2023.

A commentare, il neo-assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato «Il nostro obiettivo – afferma – è quello di restituire al più presto questo luogo, dalla forte valenza simbolica di testimonianza di civiltà e di lotta alla criminalità organizzata, al “percorso della memoria” in ricordo delle vittime di mafia. È un bene di tutti che abbiamo preso l’impegno di tutelare e valorizzare».

«Preservare i luoghi della nostra storia e valorizzare la memoria collettiva – ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – è un dovere imprescindibile per la crescita sana della nostra terra. Il sacrificio di persone coraggiose come Peppino Impastato, che sono state pronte a rinnegare anche la propria famiglia per liberare la Sicilia dalla mafia, deve essere d’esempio per ognuno di noi e soprattutto per chi rappresenta le istituzioni».

(55)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.