L’intera Messina difenda la sua Corte d’Appello, appello ai cittadini per firmare le adesioni

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Ordine degli avvocati di Messina, Associazione Nazionale Magistrati, Università degli Studi di Messina, istituiscono un Comitato a difesa della Corte d’appello e chiamano a raccolta la città. Il 27 maggio appuntamento alla Camera di Commercio per la sottoscrizione delle adesioni.

“Non siamo qui per difendere un privilegio ma per tutelare un diritto”. In queste parole, pronunciate dal Procuratore generale della Repubblica, Giovanni D’Angelo, la sintesi del messaggio lanciato oggi da Ordine degli avvocati di Messina, Associazione nazionale magistrati e Università degli Studi di Messina, che hanno convocato una conferenza stampa per annunciare la costituzione di un Comitato a difesa della Corte d’appello.
“Abbiamo voluto creare un Comitato per mantenere alta la soglia d’attenzione sulla Corte- ha dichiarato il presidente dell’Ordine degli avvocati, Vincenzo Ciraolo. La sua soppressione va ben oltre gli effetti che si possono immediatamente percepire e si tradurrebbe, di fatto, nella consegna del territorio alla mafia e alla ‘ndrangheta”.

A rischiare la chiusura, insieme con la Corte, infatti: Tribunale e Procura per i minori; Tribunale di sorveglianza; Tribunale del riesame; D.D.A.; D.I.A.; Avvocatura distrettuale; Distretto notarile; Tribunale sezione misure di prevenzione; Comandi provinciali delle forze dell’ordine.

“Il timore è che nel ridisegnare la geografia delle Corti- ha evidenziato il presidente della giunta distrettuale di Messina dell’ANM, Corrado Bonanzinga-  si dia esclusiva rilevanza all’unico criterio che ci potrebbe vedere soccombenti, ovvero il numero di abitanti. Tutti gli altri parametri di riferimento depongono a favore del mantenimento: carichi di lavoro, impatto della criminalità organizzata, carenze infrastrutturali. La Corte d’appello è vitale per rispondere all’esigenza di giustizia della città e ha carichi di lavoro superiori a Corti della cui soppressione non si discute. Partendo da questa consapevolezza noi ci impegneremo affinché il presidio venga mantenuto”.

Dello stesso avviso il procuratore generale, Giovanni D’Angelo.
“Quando si dice che il Piemonte ha una sola Corte d’appello che copre anche la Val d’Aosta si fa un paragone fuorviante. Non solo perché le infrastrutture del Piemonte non sono quelle siciliane e spostarsi da Mistretta a Catania non è come andare da Asti a Torino ma, soprattutto, perché non si può prescindere dal diverso peso criminale e mafioso esercitato nelle due realtà. Io comprendo le ragioni per le quali i Governi pensano di ridurre gli uffici giudiziari, ma in questo caso c’è un diritto superiore che è quello alla giustizia che va salvaguardato”.
L’istanza di giustizia in ingresso è il più importante parametro al quale rispondere anche per il presidente della Corte d’appello di Messina, Michele Galluccio.

“Il 27 maggio alla Camera di Commercio è chiamata a raccolta la società civile della nostra città. La Corte non chiede privilegi ma solo il mantenimento del suo rango”.

Un ruolo da protagonista all’interno del Comitato verrà svolto dall’Università degli studi di Messina che effettuerà un’analisi sull’impatto economico che la chiusura della Corte avrebbe.

“Qualsiasi università- ha sottolineato il rettore, Pietro Navarra- vive se il territorio nel quale opera è vivo anch’esso. I docenti trasferiscono nelle aule dell’università le esperienze che fanno. Se una parte di questa esperienza è sacrificata viene sacrificata anche l’offerta formativa. Anche solo per questa ragione l’università non può che manifestare un forte sostegno al mantenimento di questo presidio di legalità. Il 27 maggio deve essere un momento in cui si unisce un unico coro per l’esigenza di mantenere la Corte d’appello a Messina”.

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