Lidi balneari: Crocetta riavvia l’iter di concessione

stabilimenti-balneariSembra momentaneamente risolta la questione del rilascio della concessione demaniale marittima, che recentemente avevano destato non poche preoccupazioni  tra tutti  gli imprenditori impegnati nei servizi balneari.

Il Dipartimento Regionale  Territorio e Ambiente aveva  sospeso l’affidamento di nuove concessioni demaniali marittime fino al completamento  degli iter di approvazione dei Pudm che giacciono da anni negli uffici dell’Arta. Tale sospensione, alla luce dei ritardi accumulati dalla Regione,  avrebbe interessato  istanze provenienti da ben 122 Comuni rivieraschi ( e tra questi Messina), anche con riferimento a  pratiche che hanno concluso la fase istruttoria per le quali mancherebbe solo la firma del Dirigente Generale.

“Con una vibrante nota di protesta inoltrata alla Presidenza della Regione –dichiara Federbalneari −, Fiba Confesercenti Sicilia aveva espresso il disappunto della categoria dei balneari rispetto ad un provvedimento gravemente penalizzante per un intero comparto economico ed insostenibile sotto il profilo normativo”.

“L’art. 4 della Legge regionale 15 del 2005 stabilisce – scrive −, infatti, che “fino all’approvazione dei piani di utilizzo è consentito il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime con prevalenza delle previsioni contenute nei piani di utilizzo successivamente approvati”.

“Bene ha fatto, pertanto – sottolinea l’Associazione −, il Presidente Crocetta a stoppare l’iniziativa del neo dirigente regionale, Maurizio Pirillo, che avrebbe esposto la Regione ad una valanga di ricorsi e di richieste di risarcimento. Tuttavia,  il quadro normativo ed amministrativo nel quale gli operatori siciliani del settore sono costretti a muoversi rimane sconcertante e continua a scoraggiare gli investimenti ed a mortificare il ruolo che l’offerta turistica balneare potrebbe ricoprire  nell’ambito della valorizzazione turistica del nostro territorio ma anche della tenuta  dei livelli occupazionali”.

“In questo  quadro generale – spiega −, fatto di approssimazione e colpevoli ritardi, si inserisce il caso specifico della Città di Messina. L’amministrazione comunale, già inadempiente rispetto alla L.R. 15 del 2005 che prevedeva l’approvazione del PUDM entro sei mesi dall’emanazione del decreto attuativo, ha esitato il Piano Spiagge nell’ottobre del  2013, dopo aver subito  l’invio del  commissario ad acta da parte della Regione. Ma è paradossale che  la stessa Amministrazione Regionale che ha sanzionato il Comune di Messina per il grave ritardo accumulato nell’esitare il provvedimento, da venti mesi trattiene nei propri uffici il Piano senza procedere alla ratifica e  rendendolo, pertanto , inefficace. Attualmente, la Città di Messina condivide questa sorte con  una sessantina di Comuni siciliani. Ma per gli imprenditori messinesi non vale il detto “mal comune mezzo gaudio”. Il Comune di Messina è, infatti, il solo ad interpretare in senso restrittivo il testo  della Legge quadro regionale. Pertanto, opportunità di sviluppo che altrove sono da anni diritti acquisiti, vengono precluse agli  operatori messinesi adducendo come giustificazione l’assenza del Piano Spiagge. Come se il prezzo delle inadempienze della pubblica amministrazione, in un Paese civile, dovesse essere pagato dai cittadini o dalle imprese.

“L’azione del Governo Regionale, pertanto – afferma Federbalneari −,  non deve limitarsi a mettere una pezza ogni qual volta la situazione sta per esplodere ma è necessario intervenire in maniera organica e concertata,  nel rispetto delle regole, e soprattutto evitando che a pagare le inadempienze a vario livello della Pubblica Amministrazione siano quegli imprenditori che operano negli interessi del territorio, creando posti di lavoro  e contribuendo  allo sviluppo e alla valorizzazione dei nostri litorali”.

Per i motivi sopra esposti, Federbalneari Sicilia rilancia “la costituzione  di  un tavolo tecnico permanente al fine di condividere un progetto di riordino della normativa di settore,  rispetto al quale questa Associazione di categoria ha già presentato una  proposta in IV Commissione all’Ars, che auspichiamo possa essere da riferimento per un dialogo propositivo teso a sostenere e rilanciare un settore strategico per lo sviluppo turistico della Sicilia”.

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