L’ex Hotel Riviera passa in mano al gruppo Franza

hotel riviera per nuovoFinalmente. Finalmente non vedremo più, arrivando dal mare, lo squallore di quel grande edificio abbandonato. Finalmente la vendita all’asta dell’ex Hotel Riviera è andata a buon fine: l’acquisterà il gruppo Franza.

L’offerta inoltrata alla ex Provincia, che del Riviera detiene la proprietà, è una permuta: il gruppo Franza cede in cambio la palazzina sede degli uffici di via Bonino, valore circa 11 milioni, mentre la base d’asta per il Riviera era di minimo 7 milioni 300 mila euro in contanti, oppure in permuta 8 milioni. Una permuta che appare vantaggiosa, dunque, per la nuova Città Metropolitana, specie in considerazione del fatto che l’edificio di Viale della Libertà necessita di una ristruttarazione, dato lo stato di abbandono decennale e, inoltre, la permuta, che nelle intenzioni dell’ex Provincia dovrà essere destinata ad accogliere scuole superiori cittadine attualmente in affitto ( Seguenza, Nautico), sarà riconvertita al nuovo uso a spese del gruppo imprenditoriale.

A dare notizia dell’andata a buon fine dell’asta per l’ex Hotel Riviera è la Gazzetta del Sud, articolo a firma di Lucio D’Amico.

Una notizia attesa da tempo dai Messinesi, che in quel palazzone posto all’ingresso della città per chi sbarca sul suolo siciliano, vedono, chiaro, il degrado cui ormai da decenni Messina è costretta.

Un tempo esempio di una florida economia, l’Hotel Riviera fu sottoposto a sequestro 23 anni fa, maggio ’93. Tre anni prima era stato acquistato per 30 miliardi di lire di soldi pubblici dalla Provincia regionale di Messina, con presidente Pippo Naro, dal vecchio proprietario: il gruppo Russotti.

Mai acquisto si rivelò più inutile e dannoso per le casse dell’ente. Dopo pochi mesi l’albergo cessò la proria attività improvvisamente, lasciando persino letti sfatti nelle camere, piatti sporchi e alimenti nelle cucine. Un abbandono le cui cause non furono mai chiare. Negli anni furono parecchi i tentativi di cederlo al migliore offerente, ma con una base di vendita di 15 milioni di euro non fu facile.

Sino a ridurre la vendita a 7.973.000 euro, questo il prezzo base posto dalla ex Provincia, ma tra quanti hanno partecipato a quella gara, mesi fa, nessuno ha raggiunto la base d’asta, anzi, molti partecipanti proponevano, invece che denaro sonante, permute di altri edifici che, su parere dell’offerente, potevano essere utili per fini istituzionali alla nuova città metropolitana. Insomma, invece degli 8 milioni proponevano uno scambio di immobili: tu dai il Riviera a me, io do questo edificio a te. Sino ad agosto 2016, quando una permuta appare più convicente delle altre: quella degli uffici della Caronte&Tourist. Così la Città Metropolitana si sgrava di un peso ‘infamante’ per la vita dell’ente capace di ridurre, negli anni, una struttura attiva all’abbandono totale.

Ma, a parte la spesa base, a parte i 6 milioni delle spese di ristrutturazione, quali sono i costi di gestione dell’edificio?
Imu, circa 60.000 euro l’anno; spese condominiali, circa 10.000 euro l’anno; costi di gestione e manutenzione, circa 20.000 euro l’anno; cui va aggiunto il costo di una transazione di quasi 900mila euro per mancato pagamento di Ici e Imu degli scorsi anni.

L’uso al quale vogliono destinare l’edificio è parte in uffici Caronte&Tourist/ gruppo Franza e parte private abitazioni. Prevista anche un’ampia area parcheggio. In pratica, i Franza vedranno il loro impero dall’alto.

Solo una potenza economica come la loro poteva affrontare costi simili per l’acquisto e la gestione dell’ex Hotel Riviera. La speranza è che Messina, adesso, lieta di assistere alla ripresa di un pezzo della sua storia patrimoniale, non scada nel consueto gioco al massacro di chi non tollera che “uno” faccia quello che tanti non fanno. Che poi quell’uno ne abbia un ritorno economico, pare ovvio che rappresenti il ‘minimo sindacale’.

Patrizia Vita

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