L’arte combatte l’odio: due murales coprono le scritte razziste di Granatari

murales raffigurante fatim jawara copre la scritta razzista di granatari a messinaDue nuovi murales sono comparsi oggi a Granatari per coprire le scritte razziste che ormai da troppo tempo campeggiavano sul muro della salita che porta alla Panoramica. Uno rappresenta Fatima Jawara, portiere della nazionale femminile di calcio gambiana annegata nel 2016 nel Mediterraneo, l’altro una balena.

Lo avevamo segnalato fin troppi mesi fa: una scritta razzista era “comparsa” sul muro della salita di Granatari e lì è rimasta per 4 mesi, fissa e indisturbata, forse solo leggermente sbiadita. Oggi però qualcuno ha deciso di intervenire e usare l’arte per combattere l’odio, per lanciare un messaggio forte e chiaro e raccontare con un’immagine, semplice ma efficace, ciascuna una storia che ne racchiude al suo interno tante altre.

La storia, la prima, è quella di una giovane giocatrice di calcio, il portiere della nazionale Gambiana Fatima Jawara, morta nel Mediterraneo a soli 19 anni nel tentativo di raggiungere l’Europa. Accanto a lei una domanda: «Ma chi è Fatima Jawara?», interpretabile in tanti modi, forse a significare l’oblio della memoria in cui ricadono i volti (e le vite) delle persone che come lei tentano, invano, la traversata.

murales copre la scritta razzista di granatari a messinaLa seconda storia, più enigmatica, raffigura una balena, una delle specie che maggiormente soffrono dell’impatto dell’uomo e dei mutamenti globali che stanno interessando il pianeta. La scritta “20.000 km America Asia”, con una freccia in mezzo, sembra indicare una distanza, un percorso.

Per quel che riguarda l’autore, accanto ai due murales compare la firma NNfx che ci permette di attribuirli al writer Nicolò Amato, in arte NessunNettuno, e al collettivo Fx.

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