La replica di Nanìa alle dichiarazioni del pentito D’Amico: “ Per me parla la mia vita più di ogni menzogna”

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nanìa domenico “Ho appreso oggi di essere un mafioso e un massone. Nella mia vita sono stato nella Giovine Italia, nel MSI ed in AN. Nel mio partito era incompatibile l’iscrizione nella massoneria. Conoscevo bene Rosario Cattafi – ha detto l’ex vice presidente del Senato- ma dai tempi dell’Università non l’ho più frequentato. Ho sempre pensato, che essendo di destra, fossi figlio di un dio minore, ma oggi scopro che guidavo tutto io in Sicilia ed

in Calabria. Per me – ha concluso Nania che ha escluso di aver mai conosciuto D’Amico – parlano la mia vita, i miei gesti, le mie amicizie, la mia attività che valgono più di ogni menzogna”.

Questa la risposta dell’ex senatore Domenico Nanìa  alle dichiarazioni shock del boss pentito Carmelo D’amico, che ieri ha parlato in videoconferenza nel corso del processo Gotha 3, in aula al Tribunale di Messina. D’amico, ritenuto l’esecutore materiale di molti delitti decisi dalla mafia barcellonese, aveva detto ieri che la famiglia mafiosa  con a capo il padrino Giuseppe Gullotti aveva stretto un patto scellerato con una loggia occulta di grandi dimensioni. “ D’Amico non fa il nome della loggia ma dice che ai vertici vi sarebbero stati l’avvocato Saro Cattafi, da molti pentiti indicato come il vero reggente di Cosa Nostra a Barcellona e dal senatore Mimmo Nania, indicato come “Mister X” nei primi verbali d’interrogatorio. Una loggia che aveva rapporti con le ‘ndrine calabresi e che gestiva i più importanti affari illeciti.

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