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Indagine su oltre 700 appalti in Sicilia affidati senza bandi pubblici. La Regione spulcia gli atti

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regione-sicilianaOmbre su oltre settecento appalti assegnati senza le regolari procedure ma con quelle che vengono definite “procedure ristrette”. “Niente pubblicazione del bando, on line o in Gazzetta ufficiale – scrive Live Sicilia- ma un invito indirizzato ad un numero ristretto, appunto, di imprese. Il tutto in nome dell’urgenza dei lavori da eseguire.”
Per procedura ristretta si intende quella che attiene lavori “improrogabili”, in cui esistano problemi di pubblica incolumità o esigenze di garantire un servizio ai cittadini in tempi brevi. In tal caso anche gare che superino l’importo base di 150 mila euro possono essere assegnate senza un’asta pubblica. Ma oltre 700 cantieri aperti in tutta la Sicilia in 8 anni ( 2006/ 2013), con questa formula di impellenza, devono essere parsi sospetti al Dipartimento tecnico dell’assessorato regionale alle Infrastrutture e mobilità, che ha deciso di procedere al controllo della documentazione ad essi relativa, specie in quelli che hanno superato, e pure parecchio, il tetto dei 150mila euro.
In pratica il sospetto è che l’interesse privato possa aver superato quello pubblico.
Pare che una prima valutazione degli atti sin qui acquisiti abbia già evidenziato che in alcuni casi alcune ditte siano state escluse per motivi poco trasparenti. In altri è addirittura venuta meno l’urgenza della “procedura ristretta”, e i lavori sono stati ultimati parecchi anni dopo l’avvio e con l’adeguamento al rialzo dei costi in favore delle imprese. “Gli accertamenti che riguardano due gare- si legge su Live Sicilia – per quasi due milioni e mezzo di euro, sono già stati inviati all’Autorità garante per la concorrenza, alla Procura della Repubblica di Palermo e Catania, e a quella regionale della Corte dei Conti.”

 

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