Il report della Fondazione Gimbe sul Covid: «In Sicilia 511 casi ogni 100mila abitanti»

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La Fondazione Gimbe, presieduta dal dott. Nino Cartabellotta, si occupa di monitorare l’epidemia da coronavirus e i numeri della campagna vaccinale di tutto il Paese. Da febbraio 2020, i dati ufficiali del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, vengono inseriti nella Dataroom Gimbe.

Adesso, la Fondazione Gimbe ha pubblicato un report sul covid, tra incidenza per 100.000 abitanti nelle ultime due settimane, dall’8 al 22 aprile, e l’incremento percentuale dei casi, dal 15 al 22 aprile. In Sicilia, secondo il report, sarebbero 511 casi ogni 100mila abitanti. Insieme al report, Gimbe invita Governo e Regioni ad attivare un piano per il lungo medio-periodo che possa arginare la possibile risalita dei contagi con il nuovo decreto riaperture, potenziando lo smartworking, i trasporti locali e i controlli.

Cosa dice il report di Gimbe sul Covid in Sicilia?

Il report, sui dati del Covid, della Fondazione Gimbe dice che in Sicilia – nella settimana 14-20 aprile – risulta in peggioramento l’indicatore relativo ai casi attualmente positivi per 100mila abitanti e si registra un aumento dei casi rispetto alla settimana precedente. Sono sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva occupati da pazienti covid.

I dati della campagna vaccinale in Sicilia:

  • la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 7,5% a cui aggiungere un ulteriore 8,7% solo con prima dose;
  • la percentuale di over 80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 39,7% a cui aggiungere un ulteriore 19,9% solo con prima dose;
  • la percentuale di popolazione 70-79 anni che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 9% a cui aggiungere un ulteriore 25,9% solo con prima dose;
  • la percentuale di popolazione 60-69 anni che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 1,9% a cui aggiungere un ulteriore 5,7% solo con prima dose.

Come sta il resto del Paese

Il report realizzato dalla Fondazione Gimbe fa una panoramica generale del Paese per definire la situazione – a più di un anno di dall’inizio dell’emergenza sanitaria – della diffusione del virus e non solo.

«La circolazione del virus nel nostro Paese – ha detto Nino Cartabellotta – rimane ancora sostenuta. Con la progressiva riduzione dei nuovi casi settimanali, i casi attualmente positivi, raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (n. 570.096), sono scesi a 482 mila, numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di testing & tracing. Peraltro, il dato nazionale risente di eterogenee situazioni regionali: infatti, la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in 3 Regioni e crescono i casi attualmente positivi in 6 Regioni.

Il Decreto Riaperture approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri – conclude Cartabellotta – è basato su un “rischio ragionato”: è una decisione politica presa sul filo del rasoio se guardiamo ai dati della pandemia e alle coperture vaccinali, ma al tempo stesso un coraggioso atto di responsabilità del Governo per rilanciare numerose attività produttive e placare le tensioni sociali che affida ai cittadini una grande responsabilità. Chiaramente, se le graduali riaperture saranno interpretate come un “liberi tutti”, una nuova impennata dei contagi rischia di compromettere la stagione estiva».

I dati del Paese, ad oggi:

  • Decessi: 2.545 (-17,5%)
  • Terapia intensiva: -375 (-10,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -3.697 (-13,7%)
  • Isolamento domiciliare: -32.433 (-6,6%)
  • Nuovi casi: 98.030 (-7,8%)
  • Casi attualmente positivi: -36.505 (-7%)

Riaprire in sicurezza

Al fine di garantire l’irreversibilità delle riaperture, la Fondazione GIMBE esorta Governo e Regioni a elaborare una strategia esplicita e condivisa per arginare la verosimile risalita dei contagi e, soprattutto, un piano di medio-lungo periodo per uscire dalla pandemia che tenga conto, oltre che delle coperture vaccinali, di scenari epidemiologici e criticità mai risolte in 14 mesi di pandemia:

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