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Il “Piemonte” non si trasformerà in Ospedale Covid: tra dietrofront, chiarimenti e caos

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Al centro del dibattito delle ultime ore l’ipotesi (improbabile) di trasformare il Piemonte di Messina in Ospedale Covid. L’assessore regionale Ruggero Razza avrebbe, infatti, fatto marcia indietro rispetto all’idea di convertire il nosocomio del viale Europa in un centro per i pazienti gravi affetti da Covid-19. Tirano, quindi, un sospiro di sollievo i referenti di Azione Messina, Eleonora Urzì Mondo e Francesco De Pasquale, che nei giorni scorsi, avevano parlato di condizioni strutturali insufficienti del Piemonte per poter affrontare la situazione.

«Accogliamo – si legge nella nota congiunta – con un sospiro di sollievo questa notizia che però, ad ora, resta un titolo di stampa, per quel che ne sappiamo. Infatti, a tuttora, sulla carta rimane quanto disposto l’8 gennaio scorso. L’Assessore Ruggero Razza – continua la nota – avrebbe rassicurato sul dietrofront immediato rispetto alla conversione del Piemonte in Ospedale Covid. Dunque aspettiamo che si passi dalle parole ai fatti con urgenza e che chi è responsabile di questo caos e di quello che scaturirà dal ping pong a cui stiamo assistendo, ne risponda. Così come è essenziale si chiarisca come si è potuto anche solo immaginare di pensare al Piemonte come Ospedale Covid, consapevoli dell’assoluta assenza di quel che serve per far fronte ai casi specifici».

La Commissione Sanità

A chiarire quello che è successo in Commissione Sanità negli ultimi giorni, in cui si parlava di trasformare il Piemonte di Messina in Ospedale Covid, arriva il deputato regionale del M5S Antonio De Luca che racconta, in un post sul suo profilo social, il “dietro le quinte” con Razza.

«Oggi in Commissione Sanità, – scrive il deputato De Luca – insieme alla collega Valentina Zafarana, ho detto chiaramente a Razza che trasformare il Piemonte in Ospedale Covid e chiudere il Pronto Soccorso è una follia. Non sono entrato nel merito di tutti gli errori commessi in questi due anni, ma ho spiegato chiaramente che: il Piemonte non è in grado di ottemperare alla funzione in quanto la struttura è vecchia e occorrerebbe troppo tempo per adeguarla. I degenti dovrebbero essere trasferiti e si interromperebbero alcuni servizi essenziali. Nei Pronto Soccorso cittadini ci sono ore di attesa per le ambulanze e con la chiusura del punto centrale queste code aumenterebbero ancora.

Razza ha risposto – prosegue De Luca sui social – impegnandosi a non trasformare il Piemonte in Ospedale Covid, mantenendo attivi solo gli attuali 8 posti già esistenti e non chiudere il Pronto Soccorso. Inoltre ho evidenziato come la gestione commissariale dell’emergenza Covid a Messina sia assolutamente carente. In particolare, il settore del tracciamento e dell’assistenza psicologica è totalmente stato stravolto ed è saltato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i cittadini sono abbandonati a sé stessi.

Mesi fa l’Assessore aveva disposto l’attivazione di un ambulatorio Long Covid a cui assegnare 10 psicoterapeuti, questa disposizione è stata totalmente disattesa. Io ho detto che di ambulatori Long Covid ce ne vogliono almeno 4 a Messina e provincia, perché l’assistenza psicologica e la presa in cura è assolutamente indispensabile, oggi più di ieri. Razza – conclude il post – ha risposto concordando con le mie affermazioni e impegnandosi e a verificare con Asp Messina tale situazione e porre rimedio. Tra domani (quindi oggi, mercoledì 12, ndr) e dopodomani torneremo sull’argomento».

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