green pass obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati

Green pass obbligatorio per lavoratori pubblici e privati: cosa cambia dal 15 ottobre

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È ufficiale, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto-legge che rende il green pass obbligatorio per i lavoratori, sia pubblici che privati. Le nuove misure riguarderanno quindi tutto il mondo del lavoro – compresi per esempio gli autonomi, colf e badanti, le partite iva, gli idraulici – ed entreranno in vigore a partire dal 15 ottobre 2021.

A spiegare le motivazioni che hanno portato a varare il nuovo decreto green pass è stato il Ministro della Salute, Roberto Speranza: «Lo facciamo per due ragioni fondamentali. La prima è rendere questi luoghi più sicuri, perché il green pass è uno strumento di libertà che ci aiuta a rendere questi luoghi più sicuri. La seconda è rendere ancora più forte la nostra campagna di vaccinazione».

Vediamo, punto per punto, cosa prevede il decreto green pass e per chi sarà obbligatorio avere la certificazione verde per accedere ai luoghi di lavoro.

Green pass obbligatorio per i lavoratori: cosa prevede il nuovo decreto

Mentre fino ad ora l’obbligo del green pass ha riguardato principalmente la partecipazione ad eventi sociali, l’ingresso nei ristoranti al chiuso o nei musei, così come l’accesso ad alcune tipologie di mezzi di trasporto, adesso la certificazione verde sarà necessaria anche in ambito lavorativo. Le nuove misure, infatti, riguarderanno sostanzialmente tutto il mondo del lavoro, compresi i lavoratori autonomi, le partite Iva, colf e badanti, idraulici, e così via. Il decreto-legge green pass sarà in vigore dal 15 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021 (data di cessazione dello stato di emergenza).

Lavoratori pubblici

Il green pass è obbligatorio nel settore pubblico per i lavoratori delle pubbliche Amministrazioni, per il personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d’Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale. Il vincolo vale anche per i titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice. Inoltre, l’obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o formativa presso le pubbliche amministrazioni.

Dove si applica, chi controlla, quali sono le sanzioni

Il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono richiesti per accedere ai luoghi di lavoro delle strutture prima elencate. Spetterà al datore di lavoro effettuare i controlli.

Il decreto prevede che il personale che ha l’obbligo del green pass, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della Certificazione Verde. Dopo cinque giorni di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso. La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per coloro che sono colti senza la Certificazione sul luogo di lavoro è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro e restano ferme le conseguenze disciplinari previste dai diversi ordinamenti di appartenenza.

Lavoratori privati

Dal 15 ottobre 2021sarà obbligatorio per tutti i lavoratori privati possedere il green pass (che si può ottenere con il vaccino, dopo la guarigione dal covid-19 o dopo essersi sottoposti a tampone risultato negativo).

Dove si applica, chi controlla, quali sono le sanzioni

Come per il settore pubblico, il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono richiesti per accedere ai luoghi di lavoro. Spetta ai datori di lavoro controllare e assicurare il rispetto delle regole. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro individueranno inoltre i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Il decreto prevede che il personale ha l’obbligo del Green Pass e, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del Certificato Verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. È prevista una multa da 600 a 1500 euro per i lavoratori privati che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass.

Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde.

Tribunali e avvocati

L’obbligo di possedere il green pass riguarda il personale amministrativo e i magistrati che, per l’accesso agli uffici giudiziari, devono possedere ed esibire le Certificazioni Verdi. Al fine di consentire il pieno svolgimento dei procedimenti, l’obbligo non si estende ad avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della Giustizia, testimoni e parti del processo.

Tamponi rapidi a prezzo calmierato (15 euro per gli adulti, 8 per i minori)

Il nuovo decreto-legge prevede l’obbligo per le farmacie di somministrare i tamponi rapidi applicando i prezzi definiti nel protocollo d’intesa siglato dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, d’intesa con il Ministro della salute. L’obbligo vale per le farmacie che hanno i requisiti prescritti. Le nuove norme prevedono inoltre la gratuità dei tamponi per coloro che non si possono sottoporre al vaccino anti-covid.

Validità del green pass ottenuto col tampone

Per quanto riguarda i tamponi, con un emendamento al decreto green pass bis, è stata inoltre estesa la validità dell’esito dei molecolari a 72 ore mentre quella degli antigenici continuerà ad essere 48 ore. Non cambia, invece, la durata della validità del green pass ottenuto facendo il vaccino oppure dopo essere guariti dal covid-19.

(Foto © ANSA/TINO ROMANO)

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