Giustizia. L’Aiga punta sul Processo civile telematico per il cambiamento

aigaLa giovane avvocatura è sempre più impegnata a garantirsi un futuro attraverso un’ottimizzazione del sistema giustizia e sta riservando particolare attenzione alle novità sul processo telematico e alle proposte da presentare al Ministro Orlando.

Durante la prima conferenza nazionale sull’Ordinamento giudiziario, #lanuovagiustizi@, tenutasi a Parma il 9 e 10 maggio scorsi, l’Aiga (Associazione Italiana dei Giovani Avvocati) ha lanciato l’allarme sullo stato di sviluppo del processo civile telematico, novità che entrerà in vigore il prossimo 30 giugno.

I giovani legali hanno condotto un’indagine per fornire un quadro dettagliato dell’attuale stato dei servizi del Pct, basata su un campione di 80 Tribunali (su un totale di 106) equamente distribuiti sul territorio nazionale, che ha mostrato una diffusione dello strumento tecnologico “a macchia di leopardo”, che fa legittimamente ritenerne impraticabile l’effettivo avvio entro il termine previsto.

Con riferimento alla fase monitoria, ad esempio, solo 36 Tribunali su 100 (36%) permettono il deposito del ricorso per ingiunzione, il pagamento telematico delle relative spese e l’emissione del decreto, dato che scende al 31% per le attività endoprocedimentali relative al giudizio di merito ed addirittura a poco più di un Tribunale su dieci per quanto concerne le separazioni consensuali e le procedure esecutive.

Il sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, Cosimo Ferri, intervenendo alla Conferenza di Aiga, ha confermato che «il Governo intende valorizzare il più possibile il processo civile telematico, investendo e qualificando il personale amministrativo, perché il Pct viene ritenuto il primo passo importante per dare risposta a quel cambiamento che tutti i cittadini attendono sul tema giustizia».

Pronta la risposta di Nicoletta Giorgi, presidente Nazionale dell’Aiga, che auspica che il Ministero non faccia ora una scelta al ribasso, «così da non consentire che chi si è impegnato a rispettare la scadenza rimanga deluso e che chi rema contro la riforma del nostro ordinamento possa invece dire “tanto lo sapevo”».

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